Il commento dopo la chiusura del vertice di Malta

ITC su immigrazione: “occore un asse Italia-Malta-Europa”

Sul tema dell'immigrazione l'Italia deve voltare decisamente pagina”, così Davide Carlucci, vicecoordinatore regionale di Italia in Comune Puglia

Politica
Acquaviva mercoledì 25 settembre 2019
di La Redazione
Pizzarotti, Carlucci, Abbaticchio
Pizzarotti, Carlucci, Abbaticchio © Italia in Comune Puglia

“Siamo contenti dei passi in avanti che sono stati fatti: finalmente si chiude la fallimentare stagione dei porti chiusi. Ma sul tema dell'immigrazione l'Italia deve voltare decisamente pagina”, così Davide Carlucci, vicecoordinatore regionale di Italia in Comune Puglia, sul vertice di Malta durante il quale è stata raggiunta un’intesa tra Italia, Francia, Germania e La Valletta.

“È importante che l'Italia riprenda immediatamente l'autorevolezza che ha perso in Europa e si ponga come guida delle politiche di prevenzione, controllo e redistribuzione dei flussi migratori nel Mediterraneo”, ha continuato il sindaco di Acquaviva, secondo il quale, per fare questo, occorre ribaltare la logica degli scontri con i Paesi vicini e avviare invece un'azione di razionale concertazione con alcuni Stati confinanti, a cominciare proprio da Malta. L'Italia, secondo Itc Puglia, dovrebbe firmare un accordo che determini una quota fissa di migranti che l'isola può accogliere ogni anno, in base alle sue ridotte capacità di accoglienza e allo storico dei flussi degli ultimi anni. In cambio, Malta dovrebbe collaborare con l'Italia nel pattugliamento del Mediterraneo anche nelle acque e nella zona Sar di sua competenza, allertando tempestivamente la nostra Marina militare e convogliando le imbarcazioni, una volta esaurita la sua quota annuale, verso l'Italia, da dove i migranti sarebbero poi redistribuiti verso gli altri Stati europei.

Un accordo a tre, Italia, Malta e Unione Europea, che potrebbe rivelarsi risolutivo per evitare sciagure in mare ed estendersi anche ai rapporti con la Libia per contenere i flussi migratori garantendo però il rispetto dei diritti umani delle popolazioni in marcia verso l'Europa.

Con il piccolo Stato che controlla una vasta e strategica area d'acqua tra la Libia e l'Italia, dobbiamo avviare un rapporto forte di collaborazione fra le nostre Marine militari che neutralizzi le continue incomprensioni e il rimpallo di responsabilità negli avvistamenti delle imbarcazioni di migranti che in passato hanno causato anche tragedie in mare e che tuttora ostacolano gli interventi di salvataggio. Solo con un approccio pragmatico, rifiutando logiche estremiste e ideologiche ma cominciando invece a rivendicare il suo ruolo di Nazione centrale nelle strategie di governo dei flussi migratori, l'Italia può contribuire seriamente ad arginare un fenomeno di dimensioni epocali per il nostro continente”, ha concluso l’amministratore locale.

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