Dal partito ora promettono un ricomputo per tutti i Comuni danneggiati

Federalismo fiscale: ItC chiede le cifre non percepite

Davide Carlucci, presidente provinciale di Bari e sindaco di Acquaviva, ha fatto sapere che avvierà il ricomputo delle somme per il comune che amministra

Politica
Acquaviva sabato 26 gennaio 2019
di La Redazione
La sede di Italia in comune
La sede di Italia in comune © n.c.

La proposta è stata già protocollata all’Ente perché venga discussa nel Consiglio Comunale di Altamura, ha fatto sapere il presidente della sezione locale Nicola Natuzzi, e presto la mozione verrà presentata negli altri comuni di Puglia in cui vi sono amministratori di Italia in Comune. Si tratta del provvedimento con il quale si chiede di impugnare davanti alla Consulta alcuni parti del decreto sul federalismo fiscale che, di fatto, metterebbero in difficoltà operativa gli Enti locali.

“Dalla lettura dei dati ufficiali – ha spiegato Natuzzi- appaiono evidenti gravi anomalie rispetto al quadro costituzionale nel calcolo del corretto fabbisogno standard in particolare per i servizi Sociale, Istruzione e Asili nido, con uno squilibrio che, per esempio, per la città di Altamura, per il solo 2018 abbiamo stimato in oltre cinque milioni di euro”.

Il riferimento normativo è all’articolo 119 della Costituzione, ovvero quello che attiene all’attribuzione ai comuni di risorse proprie nonché l’istituzione di un “fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacita fiscale per abitante”,unfondo che dovrebbeconsentire, insieme alle entrate fiscali proprie di ciascun Ente locale, difinanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite ma che, appunto, sarebbe calcolato a danno di alcuni territori.

“La Sezione di Italia in Comune ha accertato che, a fronte del dettato costituzionale che impone allo Stato Centrale la perequazione delle risorse in favore dei comuni con minore capacità fiscale per abitante, la prassi attualmente vigente consente di ritenere tale obbligo assolto. Così non è e la presenza di tali gravi anomalie rispetto al quadro Costituzionale è imputabile a meccanismi apparentemente tecnici ma, in realtà, frutto di una raffinata strategia politica finalizzata a ridurre artificialmente il fabbisogno standard dei Comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario del Meridione e ad eludere l’obbligo costituzionale della perequazione”, è il commento dei referenti territoriali, tra i quali la consigliera comunale Anna Lillo.

Per tal motivo, con la mozione di Italia in Comune, viene mossa la richiesta al sindaco di intraprendere tutte le azioni politiche e legali per recuperare l’ammontare della cifra indebitamente non percepita per il 2018, con riserva di valutare il riconteggio per le annualità precedenti e con effetti di riequilibrio dal 2019 in poi, sottolineando che “lemaggiori somme dovute ad Altamura andranno erogate dallo Stato centrale e non dal sistema dei comuni, in quanto per Costituzione spetta allo Stato istituire il fondo perequativo”.

Non solo le amministrazioni comunali, comunque, quelle sollecitate dalla mozione. Nella bozza di documento vengono invitate anche l’Anci, sia regionale che nazionale, a riprendereil percorso di attuazione del federalismo fiscale avviato nel 2015, nonché la Regione Puglia a ricorrere alla Corte costituzionale, nell’interesse di tutti i cittadini pugliesi, affinché sia dichiarato incostituzionale il dimezzamento del meccanismo perequativo.

“Immaginiamo se in tutti i comuni penalizzati da questi meccanismi, iniziassimo ad adottare atti di questo tipo- ha detto Michele Abbaticchio, coordinatore regionale del partito e sindaco di Bitonto- Noi amministratori Itc ci impegniamo a iniziare a farlo nei nostri consigli comunali. I sindaci si fanno in quattro per utilizzare al meglio ogni singolo centesimo nelle casse dell’Ente e per ottimizzare al massimo l’utilizzo delle risorse. Apprendere che un gettito così ampio, che ora procederemo a calcolare comune per comune, non ci viene erogato è quanto mai ingiusto. E, oltre all’ingiustizia, la beffa di sapere che i territori ai danni dei quali si verifica questa sproporzione sono, molto spesso, esattamente quelli che avrebbero maggiormente bisogno di risorse per garantire servizi essenziali come quelli di istruzione e di asilo nido”.

Sulla questione, anche Davide Carlucci, presidente provinciale di Bari e sindaco di Acquaviva, ha fatto sapere che avvierà il ricomputo delle somme per il comune che amministra. A lui, peraltro, è stato dato mandato di fungere da ‘ufficiale di collegamento’ tra i coordinamenti provinciali del partito e i presidenti provinciali sulla questione.

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