Comunicato stampa

Angiola: "cartelle di pagamento pre-covid. Pignoramento dopo l'atto di intimazione"

L’Agenzia ha chiarito definitivamente che rimane in piedi l’obbligo di notificare al Contribuente l’intimazione di pagamento entro 5 giorni

Politica
Acquaviva lunedì 25 ottobre 2021
di La Redazione
Nunzio Angiola
Nunzio Angiola © n.c.

Nei provvedimenti legislativi emanati per fronteggiare i disagi economici e sociali connessi alla diffusione della pandemia da COVID-19, sono contenute diverse misure che hanno sospeso l’attività di riscossione, da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’On. Nunzio Angiola, di Azione il Partito dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, ha sottoposto nei giorni scorsi una interrogazione al MEF per sapere quando e come sarebbero riprese le procedure di pignoramento ai danni degli sfortunati contribuenti morosi.

“Prima di avviare azioni esecutive l’Agenzia delle Entrate- Riscossione (ADER) deve notificare una intimazione a pagare entro 5 giorni, se è decorso almeno un anno dalla notifica della cartella di pagamento.

Visto che dall’8 marzo 2020 fino al 30 settembre 2021 le cartelle non potevano essere notificate, si fa riferimento alle cartelle notificate in precedenza. Ci siamo chiesti con diversi colleghi commercialisti se la moratoria delle attività di riscossione riguardasse anche la proroga del termine di un anno”, lo ha precisato l’On. Nunzio Angiola.

“L’Agenzia ha chiarito che sono stati prorogati, per il periodo di sospensione, tutti i termini di prescrizione e decadenza, anche in materia di riscossione, ma non è stato prorogato anche quello di un anno di cui all’art. 50 del Dpr n. 602 del 1973”, ha continuato Angiola.

Tuttavia, l’Agenzia ha chiarito definitivamente che rimane in piedi l’obbligo di notificare al Contribuente l’intimazione di pagamento entro 5 giorni, ragion per cui il Contribuente non potrà essere sottoposto a procedure esecutive senza che abbia ricevuto l’avviso di pagare entro 5 giorni le cartelle che non aveva pagato prima della pandemia. Si tratta di un utilissimo chiarimento a favore del diritto di informazione preventiva e di esercizio dell’eventuale azione giudiziaria”, ha concluso Angiola.

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