Operazione della Guardia di Finanza

Sequestrati due camion di pellet provenienti dall’Albania

Sequestrato due ingenti carichi di pellet di legno, riportanti illegittimamente marchio di qualità, con denuncia di quattro responsabili

Cronaca
Acquaviva mercoledì 23 dicembre 2020
di La Redazione
Sequestrati due camion di pellet provenienti dall’Albania
Sequestrati due camion di pellet provenienti dall’Albania © Guardia di Finanza

I Finanzieri del II Gruppo Bari unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Bari, impegnati quotidianamente nel contrasto ai traffici illeciti nel porto di Bari, hanno sequestrato due ingenti carichi di pellet di legno, riportanti illegittimamente marchio di qualità, con denuncia di quattro responsabili.

Durante i controlli sulle merci destinate all’importazione nel territorio nazionale, è stata effettuata presso il varco di uscita dal porto, una meticolosa attività di controllo sui marchi e le certificazioni di qualità che spesso accompagnano i beni trasportati, settore operativo di interesse per lo scalo marittimo barese. A seguito di tali riscontri, sono stati intercettati, fermati e sottoposti a scrupoloso controllo due rilevanti carichi di pellet, per oltre 57 tonnellate, già pronti per la vendita al dettaglio, contenute all’interno di due autoarticolati. La merce, proveniente dall’Albania ed appena sbarcata da un traghetto commerciale, era in procinto di essere introdotta in Italia.

All’esito dei controlli allo scanner e della successiva ispezione dei rispettivi carichi, è stato accertato che su ogni singola confezione era apposto il celebre certificato di qualità “EN PLUS”, senza le relative autorizzazioni, al fine di ostentare maggior qualità agli occhi del consumatore.

E’ stato quindi sottoposto a sequestro penale l’intero carico, per il reato di introduzione nello Stato di prodotti con segni falsi e i legali rappresentanti di due società destinatarie, operanti in Campania e Calabria, sono stati conseguentemente denunciati all’Autorità Giudiziaria, al pari di due rappresentanti della società speditrice.

Il commercio di beni che riportano illecitamente certificazioni di qualità, oltre a costituire reato, rappresenta, di fatto, una frequente pratica di concorrenza sleale, a danno delle imprese che operano nella legalità, e, quando è privo dei requisiti necessari, risulta rischioso dal punto di vista ambientale e per la tutela della sicurezza del consumatore.

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