Regione Puglia

Covid: il Dipartimento Politiche della Salute e il Miulli chiariscono la propria posizione

L’Ospedale “Miulli” nella prima fase emergenziale ha svolto un ruolo strategico, dal quale non si sarebbe potuto prescindere

Attualità
Acquaviva domenica 06 settembre 2020
di La Redazione
Ospedale Miulli
Ospedale Miulli © AcquavivaLive

Il Dipartimento Politiche per la Salute comunica che la Regione Puglia, così come tutte le altre Regioni, ha dovuto fronteggiare la prima ondata della pandemia SARS Co-V- 2 ricorrendo al supporto delle strutture pubbliche e private accreditate, al fine di disporre di un cospicuo numero di posti letto di Terapia Intensiva e di Area Medica, necessari alla corretta gestione dei pazienti COVID.

Il Decreto Legge n. 18/2020, infatti, consentiva alle Regioni di procedere all’individuazione di strutture anche private accreditate. Pertanto, a seguito di manifestazione d’interesse, sono state privilegiati gli ospedali che avrebbero garantito almeno il 20% di posti letto di Terapia intensiva.

L’Ospedale “Miulli” nella prima fase emergenziale ha svolto un ruolo strategico, dal quale non si sarebbe potuto prescindere.

Nel frattempo è intervenuto il Decreto Rilancio, che ha previsto il potenziamento della rete ospedaliera in modo strutturale, finanziando interamente la realizzazione per la Regione Puglia di n. 276 posti letto di Terapia Intensiva (lavori, personale e tecnologie) e posti letto di semi intensiva.

Rispetto alla prima fase, è stato previsto che le Regioni, per far fronte all'emergenza epidemiologica COVID-19, potessero riconoscere alle strutture inserite nei piani adottati, la remunerazione di una specifica funzione assistenziale per i maggiori costi correlati all'allestimento dei reparti e alla gestione dell'emergenza COVID 19 secondo le disposizioni dei predetti piani e un incremento tariffario per le attività rese a pazienti COVID.

Il riconoscimento avviene in sede di rinegoziazione per l'anno 2020 degli accordi già sottoscritti.

Con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa Intesa con la Conferenza Stato/Regioni saranno stabilite le modalità di determinazione della specifica funzione assistenziale e l'incremento tariffario, in modo da garantire la compatibilità con il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per l'anno 2020 e con le risorse previste per l'attuazione.

Le funzioni e l’incremento tariffario non sono state ancora determinata a livello nazionale.

Pertanto, nelle more che si determini il valore economico di quanto sopra descritto, la Regione ha provveduto a riconoscere regolarmente, secondo la tariffa oggi vigente, il valore economico dell’attività resa dall’Ente ecclesiastico “Miulli” sia per i ricoveri COVID sia per quelli NO – Covid.

Il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro, chiarisce infatti la posizione della Regione, precisando “che l’Ente Ecclesiastico Miulli ha svolto un ruolo strategico nella prima fase emergenziale e continuerà a garantire il dovuto supporto fino a quando la rete ospedaliera pubblica non riuscirà ad organizzarsi con tutti i posti letto necessari alla gestione di una eventuale nuova ondata della pandemia.

La Regione ha regolarmente riconosciuto e rimborsato il valore economico della produzione del Miulli, sulla base delle tariffe oggi vigenti. Appare evidente che sarà cura dell’Ente riconoscere la quota aggiuntiva che ne deriverà dall’approvazione dei nuovi decreti ministeriali di fissazione del valore economico dell’incremento tariffario e della funzione. Tali decreti ad oggi non sono stati adottati”.

Don Mimmo Laddaga, delegato del Miulli, pur confermando la volontà di garantire il supporto alla rete COVID, fino al potenziamento della rete pubblica della provincia di Bari, ribadisce “la necessità del riconoscimento dell’extra- tariffa e della funzione non appena verrà adottato il Decreto ministeriale, precisando che rispetto a tale aspetto, non si può riconoscere alcuna responsabilità in capo alla Regione”.

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