Storia di Acquaviva delle Fonti

Il COVID-19 “atterra” anche il Pallone della Madonna di Costantinopoli in Acquaviva (3' parte)

Le operazioni del lancio

Attualità
Acquaviva martedì 01 settembre 2020
di Nunzio Mastrorocco
Didascalia: Fuochi pirotecnici in occasione della festa patronale, Acquaviva delle Fonti 1910 circa. Pallone della festa patronale del 1965. Acquaviva delle Fonti, 1910-1915 ca.
Didascalia: Fuochi pirotecnici in occasione della festa patronale, Acquaviva delle Fonti 1910 circa. Pallone della festa patronale del 1965. Acquaviva delle Fonti, 1910-1915 ca. © Nunzio Mastrorocco

3^ PARTE

Le operazioni del lancio

Verso la mezzanotte del primo martedì di settembre, ovvero, il giorno solenne della festa patronale, il pallone accuratamente ripiegato viene portato nell’atrio del palazzo già Mandatoriccio, oggi palazzo Spinelli. Ci si assicura che l’imboccatura del pallone sia saldamente ancorata alla struttura cosicché un fidato gruppo di collaboratori-parenti del Sig. Marco Dalò (attuale costruttore del pallone) inizia la “traslazione” verso lo spazio antistante il Palazzo sulla cui facciata est, pian piano, si addosserà - quasi come su una “rampa di lancio” - il velivolo prima del ‘decollo’.

In alto, sul terrazzo dell’edificio altri due collaboratori, di provata esperienza, gettano la fune che sarà agganciata al cappio del pallone che lentamente – e seguendo le fasi del gonfiaggio – verrà issato.

La parte superiore del pallone deve essere particolarmente resistente per poter reggere la spinta di aria calda che esso subisce e che permette al pallone medesimo di sollevarsi dal suolo. La parte inferiore, invece, si armonizza intorno all’imboccatura di legno rappresentando il punto più vulnerabile della struttura; è tramite essa, infatti, che si procede al gonfiaggio ed è essa stessa a garantire l’appiglio giusto per ogni spostamento (prima e durante tutte le operazioni preliminari al lancio).

In maniera oculata si fa in modo che il fuoco venga prudentemente alimentato sotto l’occhio vigile ed esperto del Dalò che con un drappello di uomini provvede al dispiegamento delle ferse.

Tutti coloro che circondano il pallone hanno un compito ben preciso; non ci si può distrarre; ogni attimo potrebbe essere fatale.

Per alimentare il pallone e, dunque, produrre aria calda, viene impiegata paglia di orzo per la sua capacità di produrre un calore meno lesivo per le pareti di carta.

L’operazione di gonfiaggio è realizzata da 3 uomini che diligentemente si posizionano all’interno del velivolo facendo la massima attenzione acciocché il fuoco non intacchi la carta; a questo punto, infatti, una minima distrazione comporterebbe l’intera struttura.

Alla base dell’aerostato viene collocato un piccolo cesto destinato a contenere del fuoco alimentato da stracci imbevuti di pece e petrolio; questo, per mantenere calda l’aria all’interno del pallone al momento di spiccare il volo onde evitare che si afflosci prima di essersi staccato da terra ed aver percorso un congruo percorso aereo.

Non appena il ‘gigante buono’ si stacca lentamente da terra, gli uomini sul terrazzo che reggono la fune la tagliano, facendo in modo che definitivamente il pallone possa stagliarsi in cielo; così, tra il boato della folla di migliaia di osservatori con il naso all’insù si seguono le evoluzioni del velivolo fino a quando non diventerà un puntino luminoso nel buio della notte.

In un tripudio di emozioni, come una corale preghiera dell’intera popolazione acquavivese, il pallone si eleva verso il cielo portando con sé le intenzioni, le suppliche ed i proponimenti che gli astanti affidano alla Vergine Maria SS. di Costantinopoli.

La tradizione vuole che la contrada verso la quale si muove il pallone vedrà i favori di floridi e ricchi raccolti.

A questo punto il lavoro della famiglia Dalò è terminato; si è lavorato per circa un mese ma ogni sacrificio ed ogni ansia è superata allorquando si concretizzano l’approvazione e la soddisfazione del popolo che saluta la gigantesca mongolfiera tra urla di incitamento e fragorosi applausi di consenso.

Per approfondimenti si rimanda a:

Mastrorocco Nunzio, (2010), Il Gigante di carta. Storia, cronache, curiosità, tecnica costruttiva e fasi di lancio del pallone di Acquaviva delle Fonti, Suma Editore.

Mastrorocco Nunzio, (2006), Sul culto della Madonna di Costantinopoli in Acquaviva delle Fonti, in (a cura di) MASTROROCCO N. – LERARIO G., Aquævivæ Mater… …Madre Nostra. Iconografia e Storia del Culto della SS. Madonna di Costantinopoli venerata in Acquaviva delle Fonti. 1656-2006: un voto lungo 350 anni, Suma Editore.

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