Storia di Acquaviva delle Fonti

Il COVID-19 “atterra” anche il Pallone della Madonna di Costantinopoli (parte 2)

Nel corso degli anni le decorazioni ed i disegni del nostro aerostato stati sostanzialmente sempre simili in quanto realizzati su base di prototipi ben definiti e seguendo colori e forme consolidati nel tempo

Attualità
Acquaviva domenica 30 agosto 2020
di Nunzio Mastrorocco
Pallone della festa patronale del 1965. Archivio Nunzio Mastrorocco
Pallone della festa patronale del 1965. Archivio Nunzio Mastrorocco © Nunzio Mastrorocco

2^ PARTE

La struttura ed i “numeri” del pallone

Di tradizione secolare “u’ pallone” - così chiamato in vernacolo locale – la straordinaria macchina volante senza equipaggio ha una struttura davvero molto economica e spartana.

Per la sua costruzione vengono impiegati: a) circa 80 kg di carta da taglio con grammatura di 80 grammi; b) circa 25 kg di farina destinata a realizzare una particolare colla; c) circa 15 kg di spago funzionale all’intelaiatura del globo; d) altresì, in passato erano impiegate tre verghe di legno docilmente ricurve per la costruzione della imboccatura, oggi, invece, si procede alla costruzione della 'bocca' mediante tavole di legno massello (o multistrato), adeguatamente flesse.

Al termine dei lavori di costruzione la mongolfiera avrà una altezza di 21 metri, una circonferenza massima di 42 metri, un diametro equatoriale di circa 13,4 metri, un diametro all’imboccatura di quasi 3 metri, una circonferenza della bocca di 9,2 metri ed un peso complessivo di circa 120 chilogrammi.

La tecnica costruttiva

I lavori di costruzione del pallone iniziano il 1° agosto e terminano dopo circa 25 giorni, comunque in tempo per il primo martedì di settembre: giorno solenne della festa patronale.

La realizzazione della struttura avviene presso l’Edificio Scolastico Edmondo De Amicis, onde sfruttare i suoi lunghi corridoi; è sempre in questi ambienti che, non appena terminato, il pallone viene piegato con cura e premurosamente custodito fino al giorno della festa.

Come gli spicchi di un’arancia, il pallone prende forma dall’unione di 18 ferse incollate tra di loro in maniera longitudinale.

Ogni fersa è larga, nella parte più ampia, 2,65 metri ed è alta 21 metri; queste misure permettono al velivolo di avere all’incirca una circonferenza massima doppia alla propria altezza.

Onde scongiurare strappi e lacerazioni della carta viene impiegato dello spago destinato a costruire una “gabbia strutturale” di rinforzo tanto da creare un vero e proprio mastodontico planisfero dotato di paralleli e meridiani. Le corde disposte trasversalmente (paralleli) si distanziano di 1,5 metri, i meridiani (disposti longitudinalmente) sono 3 per ogni fersa e le distanze tra di loro sono massime al centro della fersa e si annullano via via che si procede sui bordi della stessa verso le sue due punte estreme. Sono questi ultimi (i meridiani) che tengono insieme i paralleli e si ricollegano alla cima del pallone formando un cappio (un gancio) utilizzato per issare l’intera struttura sulla parete est del palazzo Spinelli da cui, appunto, il gigantesco pallone viene oggi lanciato.

Nel corso degli anni le decorazioni ed i disegni del nostro aerostato stati sostanzialmente sempre simili in quanto realizzati su base di prototipi ben definiti e seguendo colori e forme consolidati nel tempo.

…CONTINUA

Per approfondimenti si rimanda a:

Mastrorocco Nunzio, (2010), Il Gigante di carta. Storia, cronache, curiosità, tecnica costruttiva e fasi di lancio del pallone di Acquaviva delle Fonti, Suma Editore.

Mastrorocco Nunzio, (2006), Sul culto della Madonna di Costantinopoli in Acquaviva delle Fonti, in (a cura di) MASTROROCCO N. – LERARIO G., Aquævivæ Mater… …Madre Nostra. Iconografia e Storia del Culto della SS. Madonna di Costantinopoli venerata in Acquaviva delle Fonti. 1656-2006: un voto lungo 350 anni, Suma Editore.

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