Comunicato stampa

Messaggio Arcivescovo ai sacerdoti

«Voglio insieme a voi lodare il Signore». Ha detto l’Arcivescovo, citando la lettera del Santo Padre scritta il 4 agosto 2019 in occasione del 160° anniversario della morte del Santo Curato D’Ars

Attualità
Acquaviva venerdì 10 aprile 2020
di Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
Mons. Ricchiuti
Mons. Ricchiuti © Diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti

«Oggi avreste dovuto rinnovare le promesse della vostra ordinazione presbiterale, avreste detto il vostro “Sì, lo voglio” alla presenza della comunità dei fedeli». A ricordarlo, con un videomessaggio pensato per i sacerdoti della Diocesi, è Monsignor Ricchiuti nel giorno in cui si sarebbe dovuta celebrare la tradizionale Santa Messa Crismale.

Mercoledì 8 aprile 2020, direttamente dalla cappella dell’Episcopio - allestita per l’occasione con le tre anfore, gli oli santi e il bergamotto della Diocesi di Locri - l’Arcivescovo si è rivolto a chi avrebbe rigenerato il mistero del sacerdozio di Cristo, a chi avrebbe rinnovato il suo impegno al servizio del Popolo di Dio.

«Avevamo predisposto tutto – ha spiegato Monsignor Ricchiuti – le porte della Cattedrale di Altamura si sarebbero aperte per accogliere noi e i fedeli, ma non è stato possibile per l’evento e gli eventi che stiamo vivendo. E allora non ci resta che attendere il giorno in cui ci rincontreremo». «Benedicendo l’olio degli infermi – ha poi sottolineato - ci saremmo ricordati dei nostri ammalati e in particolar modo dei contagiati da Coronavirus».

«Voglio insieme a voi lodare il Signore». Ha detto ancora l’Arcivescovo, citando la lettera del Santo Padre scritta il 4 agosto 2019 in occasione del 160° anniversario della morte del Santo Curato D’Ars, e facendo sue le seguenti parole:

«Fratelli, ancora una volta, “continuamente rendo grazie per voi” (Ef 1,16) per la vostra dedizione e missione con la certezza che “Dio rimuove le pietre più dure, contro cui vanno a schiantarsi speranze e aspettative: la morte, il peccato, la paura, la mondanità. La storia umana non finisce davanti a una pietra sepolcrale, perché scopre oggi la “pietra viva” (cfr 1 Pt 2,4): Gesù risorto. Noi come Chiesa siamo fondati su di Lui e, anche quando ci perdiamo d’animo, quando siamo tentati di giudicare tutto sulla base dei nostri insuccessi, Egli viene a fare nuove le cose”.

Lasciamo che sia la gratitudine a suscitare la lode e ci incoraggi ancora una volta alla missione di ungere i nostri fratelli nella speranza. Ad essere uomini che testimoniano con la loro vita la compassione e la misericordia che solo Gesù può donarci. Il Signore Gesù vi benedica e la Santa Vergine vi custodisca. E, per favore, vi chiedo di non dimenticare di pregare per me».

In coda, il suo appello: «Anch’io vi chiedo e vi prego di non dimenticare di pregare per me. Buona e Santa Pasqua!».

Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali

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