Danni all'agricoltura

Maltempo, Coldiretti Puglia: trombe d'aria e grandinate killer in primavera, appello ai parlamentari

La straordinaria ondata di maltempo di questa primavera – ricorda Coldiretti Puglia - non ha risparmiato i campi pugliesi, compromettendo il raccolto di ortaggi e frutta

Attualità
Acquaviva martedì 11 giugno 2019
di La Redazione
Danni del maltempo in agricoltura
Danni del maltempo in agricoltura © n.c.

Ad aprile sono stati tre i tornado in Puglia, a Monopoli, Brindisi e in provincia di Lecce, mentre 4 le trombe d’aria su Bari e provincia. Tra aprile, maggio e giugno sono stati undici i violenti fenomeni di grandine grossa soprattutto in provincia di Taranto e Lecce, ma anche in provincia di Bari, ad Alberobello, Gioia del Colle, Bitetto, Bitritto, Conversano, Turi, Monopoli, Grumo Appula,

È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia su dati ESWD, l’anagrafe europea degli eventi meteo estremi, sul clima pazzo che ha caratterizzato la maledetta primavera 2019, iniziata a marzo con temperature massime in Puglia superiori di 5 gradi rispetto al mese precedente, secondo i dati UCEA, che hanno fatto fiorire mandorli, albicocchi e peschi, con la maturazione contemporanea degli ortaggi e le primizie di fave e piselli, e proseguita fino a giugno con l’alternarsi di bombe d’acqua, raffiche di vento fino a 120 chilometri orari, grandinate killer e piogge quotidiane che hanno spazzato le campagne di Puglia, danneggiando tendoni, teli, strutture e produzioni agricole.

È da rivedere a fondo il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi ma anche il meccanismo assicurativo”, ha chiesto Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia, durante il colloquio con la senatrice Assuntela Messina (PD) e ai parlamentari pugliesi Giuseppe LAbbate, Gisella Naturale e Francesca Galizia (M5S), Ubaldo Pagano (PD), Marcello Gemmato (Fratelli d’Italia) e Carmela Minuto (Forza Italia), presenti all’incontro di venerdì scorso a Bari su calamità e semplificazione in materia di lavoro in agricoltura.

Purtroppo, rispetto alle assicurazioni i dati della Puglia sono al di sotto della media in termini di valori assicurati rispetto alle potenzialità della regione, ma nella media in termini di costi per gli agricoltori, con 3,4 milioni di premi pagati in media, al netto del contributo pubblico nel 2018, a fronte di oltre 10 milioni di risarcimenti pagati dalle compagnie. Dovrebbero essere maggiormente agevolate e diffuse polizze di area – ha ribadito il presidente Muraglia - che costano meno, perché riducono i costi di valutazione dei danni, utilizzando strumenti tecnologicamente avanzati, come rilevazioni satellitari, modelli matematici, ecc.) quindi applicando indici di danno e di produzione riducono i costi assicurativi rendendo più convenienti le coperture”.

Inoltre è indispensabile una capillare azione di informazione e comunicazione poiché i dati riferiti – aggiunge Coldiretti Puglia - mostrano come il mancato ricorso a questi strumenti di difesa del reddito a fronte dei cambiamenti climatici è una grande occasione persa per le imprese agricole pugliesi.

Dovrebbe essere prevista la possibilità di sospensione anche delle rate dovute per l’acquisto dei terreni con intervento di ISMEA, considerando in particolare la situazione legata al ripetersi di eventi dannosi sulla stessa azienda, garanzie agevolate sempre tramite ISMEA per le imprese danneggiate da eventi atmosferici, anche per facilitare l’utilizzo delle misure creditizie già previste, come la proroga delle scadenze dei mutui e le erogazioni di mutui agevolati”, ha concluso il presidente Muraglia.

La straordinaria ondata di maltempo che ha imperversato in questa maledetta primavera – ricorda Coldiretti Puglia - non ha risparmiato i campi pugliesi, compromettendo il raccolto di ortaggi e frutta, le semine con i campi allagati dalle bombe d’acqua improvvise e ripetute, le piantine di angurie e meloni distrutte dalle grandinate killer, mentre sono gravi i danni ai vigneti e agrumeti, oltre allo stress degli animali nelle stalle e delle api per cui la produzione di miele risulta quasi azzerata.

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