Per la riabilitazione domiciliare per i pazienti Covid e post Covid

Covid@casa, da lunedì fisioterapisti ASL in campo

Lopalco: “Una nuova visione di assistenza sanitaria più vicina ai bisogni del paziente”

Attualità
Acquaviva giovedì 03 giugno 2021
di Ufficio stampa ASL Bari
Covid@casa, da lunedì fisioterapisti ASL in campo
Covid@casa, da lunedì fisioterapisti ASL in campo © Asl Bari

Trattamenti di riabilitazione a domicilio personalizzati per i pazienti ancora positivi o guariti dal Covid con team di fisioterapisti a loro dedicati che saranno operativi anche con sistemi di telemedicina già da lunedì 7 giugno in tutti i distretti sociosanitari della provincia di Bari. E’ il nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale disegnato dalla ASL di Bari che questa mattina ha avviato la formazione dei primi 29 fisioterapisti, in programma anche domani, nella sala convegni della Protezione civile della Fiera del Levante. I fisioterapisti saranno impegnati nei team riabilitativi distrettuali, nell’ambito del progetto Covid@casa, promosso da Regione Puglia, Aress e Protezione civile regionale e destinato alla riabilitazione post Covid dei pazienti che hanno contratto l’infezione.

Per l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco – intervenuto nella giornata inaugurale della formazione  - “il Covid è stata una tragedia – ha detto - noi ci siamo impegnati per rilanciare una nuova visione di sistema sanitario, e l’assistenza domiciliare di tipo riabilitativo è indicativa di questo lavoro. I professionisti che lavoreranno sui pazienti Covid in questo periodo – ha aggiunto Lopalco - resteranno incardinati nel sistema, serviranno per rafforzare i servizi di assistenza di prossimità che fanno parte della nostra visione di sanità”.  

L’assessore Lopalco ha colto poi l’occasione per lanciare un messaggio a tutte le persone che hanno meno di cinquant’anni: “Attenzione - ha detto -  il coronavirus può essere una brutta infezione anche per chi è più giovane e non ha patologie. Ecco perché in Puglia, una volta messe in sicurezza tutte le persone più fragili e la stragrande maggioranza delle persone che hanno più di sessant’anni, dobbiamo raggiungere coperture elevate fra i più giovani. Perché il virus continua a circolare, anche se ha allentato la sua morsa: se non vediamo persone in ospedale è perchè stiamo vaccinando. In autunno, se non sfruttiamo questo momento della pausa estiva per completare la campagna vaccinale, vedremo di nuovo persone in ospedale perché non si sono vaccinate. Questo fenomeno è già visibile in altre nazioni come il Regno Unito. È nelle sacche di popolazione non vaccinata che il virus continua a circolare e a fare danno, anche tra i giovani. Ecco perché abbiamo aperto, secondo le indicazioni del commissario Figliuolo, a tutte le classi di età.

 

 

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