I Comuni coinvolti sono Acquaviva, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo, Terlizzi e Trani

Giornata mondiale fauna selvatica, le guide del Parco raccontano le specie dell'alta Murgia

Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork

Attualità
Acquaviva mercoledì 03 marzo 2021
di La Redazione
Un pipistrello
Un pipistrello © Nicola Dicoladonato

Oggi, 3 marzo, si celebra in tutto il mondo il World Wildlife Day, la giornata dedicata dall'Onu alla fauna selvatica. Quest'anno il tema lanciato dalle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”. Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork.

Su molti portali Live delle città in provincia di Bari e BAT, oggi viene pubblicato il “ritratto” di una specie selvatica del Parco (corredato di una scheda descrittiva e di una foto) a cura delle guide. I Comuni coinvolti sono Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Terlizzi e Trani.

Le guide si erano già messe in gioco con il racconto del Parco nella collettanea "Frammenti di Murgia", edito da Secop nel 2020. L’invito che il LiveNetwork, insieme alle guide, rivolge ai lettori è quello di «leggere tutte queste narrazioni che restituiscono la bellezza e l’unicità di ogni esemplare. La speranza è che si rafforzi in ognuno di noi la volontà di approcciarci alla natura con curiosità e stupore. Il monito è a tutelare queste specie evitando tutti quei comportamenti irresponsabili (dettati spesso dalla non conoscenza) che mettono a rischio la fragilità dell’ecosistema murgiano e di tutti gli habitat».

Il ritratto dei chirotteri o pipistrelli (a cura della guida Marina Pedone)

Perché chiamare i pipistrelli chirotteri? Tutto parte dalla lingua greca: khéir che significa mano, e pterón che significa ala. Il significato per intero è quindi “mano alata”. I chirotteri sono gli unici mammiferi capaci di volare e la loro ala è completamente diversa da quella degli uccelli; non hanno infatti penne ma hanno una mano con dita lunghissime su cui si inserisce una membrana alare un po’ come le tute adatte al volo di alcuni uomini che si lanciano da altezze improponibili! Esistono varie specie di pipistrello che vengono classificate in relazione alle loro caratteristiche morfologiche ed ecologiche perché non tutti vivono esclusivamente nelle grotte; ci sono quelli con abitudini esclusivamente di grotta, quelli che vivono sugli alberi, quelli che invece preferiscono non allontanarsi dalle abitazioni e quindi vivono negli anfratti dei muri, nei sottotetti delle case e nei cassoni degli avvolgibili.

Avere un pipistrello per amico è conveniente per molti motivi: perché mangia molte zanzare nelle notti d’estate e perché la sua presenza è indice di buona qualità ambientale. Per la caccia i pipistrelli usano un metodo infallibile che si chiama ecolocalizzazione: essi inviano un suono (per alcune specie attraverso le narici e per altre attraverso la laringe) che, nel momento in cui incontra un ostacolo – in questo caso la preda – torna indietro all’orecchio del pipistrello. Questi riesce, in base al tempo impiegato dal suono a coprire la tratta, a calcolare alla perfezione la distanza che intercorre tra lui e la preda e, quindi, a catturarla. Non è incredibile? Tutti i pipistrelli europei, anche quelli più comuni, sono protetti e ciò significa che non si possono detenere in cattività né tantomeno si possono cacciare. Se abbiamo la possibilità installiamo una bat-box sul nostro balcone: in questo modo adotteremo una famiglia di pipistrelli che avranno cura di liberarci dalle fastidiose zanzare durante le calde notti d’estate.

Marina Pedone (Trani, 1976) è laureata in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Zootecniche, Ittiche e Faunistiche. Da anni si occupa di educazione ambientale nelle scuole di ogni ordine e grado ed è stata per tre anni consecutivi tra gli educatori e progettisti del progetto “Tra i Banchi sull’Alta Murgia” del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Dal punto di vista professionale si occupa di chirotterofauna della quale svolge progetti di ricerca (Parco Nazionale del Gargano) e consulenza per i progetti di parchi eolici. La passione per la natura e per tutto quello che serve per la sua conservazione sono i capi saldi della sua comunicazione. Email: marinapedone13@gmail.com .

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