Diocesi di Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti

Mente e cuore… nuovi! Messaggio dell’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti per la Quaresima 2021

"Sorelle e fratelli, il Signore non ci ha abbandonato: è in mezzo a noi, cammina con noi lungo il cammino della sua Chiesa, che siamo noi oggi"

Attualità
Acquaviva mercoledì 17 febbraio 2021
di La Redazione
Mons. Giovanni Ricchiuti
Mons. Giovanni Ricchiuti © Carlo Centonze

Il messaggio dell’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti per la Quaresima 2021:

Sorelle e fratelli carissimi,

mi piace raggiungervi, tutti e ciascuno, con questo mio Messaggio, a pochi giorni dall’inizio della Quaresima, che ci vedrà partecipare nelle nostre chiese, il 17 febbraio p.v., alla Celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri, quando – con il capo inchinato – ri-ceveremo le ceneri e saremo invitati a “convertirci” e a “credere al Vangelo”.
Scrivo queste riflessioni, nel giorno in cui viene reso pubblico il Messaggio di Papa France-sco per la Quaresima 2021, il cui tema è: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme…” (Mt 20, 18). Quaresima: tempo per rinnovare fede, speranza e carità.
Veniamo da un anno e da giorni difficili e sofferti, che – ancora oggi – nessuno di noi avrebbe mai immaginato di trascorrere: una pandemia che – in alcuni momenti – ci è sem-brata come una strada chiusa, con i tanti contagiati e le tante vittime, e con gli ospedali a volte impossibilitati ad accogliere e curare tutti. Siamo stati assaliti dalla paura, dall’incertezza e dal timore di smarrire la fiducia.
Anche la nostra vita cristiana ha visto interrompersi da un giorno all’altro ritmi, celebra-zioni, iniziative e relazioni comunitarie, creando non poco disorientamento e, talvolta, allon-tanamento dalla Chiesa.
È stato, e per alcuni aspetti lo è ancora in questi nostri giorni, come aver attraversato un “deserto”, per un viaggio la cui meta ci era difficile raggiungere, dove forse abbiamo dubita-to come il popolo di Israele nel suo cammino verso la Terra Promessa, allorché ebbe a do-mandarsi: “Il Signore è in mezzo a noi sì o no?” (Es 17, 7).

Sorelle e fratelli, il Signore non ci ha abbandonato: è in mezzo a noi, cammina con noi lungo il cammino della sua Chiesa, che siamo noi oggi; apre il nostro cuore e fa luce nella no-stra mente, invitandoci a salire con lui a Gerusalemme, rimanendoGli fedeli attraverso un totale e radicale cambiamento.
È quel che ci domanda questo tempo quaresimale, indicandoci le strade del digiuno, della carità e della preghiera che, come scrive Papa Francesco nel suo Messaggio, “…sono le con-dizioni e l’espressione della nostra conversione. La via della povertà e della privazione (il digiuno), lo sguardo e i gesti d’amore per l’uomo ferito (l’elemosina) e il dialogo filiale con il Padre (la preghiera) ci permettono di incarnare una fede sincera, una speranza viva e una carità operosa”.
Il digiuno quaresimale, infatti, sia nelle forme tradizionali che la Madre Chiesa ci suggeri-sce, sia nelle scelte volontarie di ciascuno di noi, non costituirà solo rinuncia ad un “peccato di gola”, ma consentirà di lasciar spazio alla presenza del Signore nella nostra mente e nel nostro cuore per una fede sincera e dovrà essere esperienza di silenzio e di ascolto della Pa-rola, luogo in cui intavolare un dialogo filiale con Dio-Padre, per comprendere davvero “che l’uomo non vive soltanto di pane, ma […] di quanto esce dalla bocca del Signore” (Dt 8, 3); per alleggerire lo stomaco e digiunare con chi è costretto ad esserlo a motivo della povertà, ma anche – scrive ancora Papa Francesco – per “liberare la nostra esistenza da quanto la ingombra, anche dalla saturazione di informazioni – vere o false – e prodotti di consumo, per aprire le porte del nostro cuore a Colui che viene a noi povero di tutto…”.
La Quaresima non è tempo di tristezza nei nostri sguardi, ma giorni di speranza viva, a cominciare da noi stessi: una speranza che nasce dalla certezza che il Signore ci guarda con bontà, con misericordia e con …pazienza!
Per affrontare l’esodo quaresimale, abbiamo bisogno della grazia di Dio: ne abbiamo bi-sogno come dell’acqua nel deserto. Sono certo che attingeremo quest’acqua al Sacramento del perdono e della riconciliazione (vivremo con gioia, come il “figlio prodigo” nelle braccia di suo Padre, le 24 Ore per il Signore il 12 e il 13 marzo pp.vv.); nel sentirci dire: “Il Signore ti ha perdonato! Và in pace”, riscopriremo in questo tempo, che per tanti nostri fratelli e sorel-le, purtroppo, è tempo di violenza, di guerra, di ingiustizie sociali, di rifiuto razzista del pros-simo, di continui soprusi dei “potenti” sugli “umili”, la gioia evangelica di essere seminatori di speranza!
Siamo attesi, dunque, da giorni nei quali, sulle orme di Cristo, nutriti di Parola e di Pane (penso ai tanti momenti di preghiera personale e comunitaria, alla familiarità con la Sacra Scrittura, alla celebrazione e alla partecipazione più assidua all’Eucaristia, alle Quarantore, alla Via Crucis), andremo incontro alle sorelle e ai fratelli, tendendo loro le nostre mani per abbracciarli, sostenerli, accompagnarli, per cambiare questa nostra storia – spesso divisiva e conflittuale – in storia che si riconverta in una “civiltà dell’amore e della carità”. Carità – per usare ancora le parole di Papa Francesco – come “slancio del cuore che ci fa uscire da noi stessi e che genera il vincolo della condivisione e della comunione”.
Le tante sofferenze, generate in questo nostro tempo dalla pandemia di Covid-19, la ten-tazione dell’isolamento e dell’individualismo cui spesso “ci abbandoniamo”, la rassegnazio-ne di fronte alla logica della violenza e della guerra per le quali vengono spesi miliardi di eu-ro, il pensare che questa terra non sia la “casa comune” ma uno spazio da conquistare e de-limitare a proprio piacimento, non ci rendono “fratelli tutti”, ma nemici l’uno dell’altro.
Abbiamo, dunque, davvero bisogno di trasformare mente e cuore: è in questa “trasfor-mazione interiore” che vivremo la conversione quaresimale e saremo anche operatori di quel cambiamento del modo con cui testimoniamo nella nostra vita cristiana l’amore per il Signore e il servizio alla Chiesa.

Concludo, facendo mie le parole di Papa Francesco: “…la Quaresima come percorso di conversione, preghiera e condivisione dei nostri beni, ci aiuti a rivisitare […] la fede che vie-ne da Cristo vivo, la speranza animata dal soffio dello Spirito e l’amore la cui fonte inesau-ribile è il cuore misericordioso del Padre”.
Ci accompagnino e intercedano per noi e per questa nostra amata Chiesa locale “Maria, Madre del Salvatore, fedele ai piedi della croce”, e i nostri santi Patroni.
Santa Quaresima, sorelle e fratelli, con un grande abbraccio e la mia benedizione!

 

 

 

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