Ecco perché verrà chiuso l’ultimo lebbrosario d’Italia

Tutti i retroscena dell’indagine del NIR sulla Colonia Hanseniana di gestita dal Miulli

Attualità
Acquaviva venerdì 22 aprile 2011
di Ivana Morgese
© n.c.

Come già anticipato in un nostro precedente articolo, la Giunta Regionale ha deciso di revocare in forma di autotutela, ai sensi dell’art. 21 nonies legge 241/90, la convenzione con l’Ente Ecclesiastico “F.Miulli” per la gestione della Colonia Hanseniana di Gioia del Colle.
Ricordiamo che la nuova convenzione regionale era stata stipulata il 14 ottobre 1999, dopodiché era soggetta a tacito rinnovo ogni cinque anni, qualora non fosse stata formulata formale disdetta da una delle parti contraenti.
L’immobile in cui sorge la colonia hanseniana è di proprietà della Regione Puglia, che copriva tutti i costi di gestione. Solo a dicembre scorso è stato previsto un finanziamento per l'anno 2010 e per il triennio 2010-2012 di 6 milioni e mezzo di euro, che la Regione vuole ora ridimensionare.
L’Ente Ecclesiastico, con più note, aveva sempre ribadito come le assegnazioni previste dalla Regione fossero inadeguate rispetto agli accordi, tant’è che con lettera dell’11/11/09, oltre a richiedere la corresponsione di 5.010.900€ circa, a saldo di quanto dovuto per la gestione dal 1999 al 2008 (oltre interessi e danno da svalutazione), avendo lo stesso Ente ecclesiastico già anticipato detta somma ricorrendo ad anticipazioni bancarie, lo stesso si è costituito in mora per le presunte differenze lamentate.
Galeotto fu l’articolo, perché fu proprio in seguito a un’inchiesta apparsa sulla Repubblica di Bari che il Vicepresidente del Consiglio Regionale chiese chiarimenti a proposito della gestione della Colonia Hanseniana.
Fu eseguita così una visita ispettiva da parte del Nucleo Ispettivo Regionale (NIR) per verificare le prestazioni giornaliere e il numero degli ammalati effettivamente residenti nella struttura (110 posti autorizzati), nonché analizzare i costi di gestione, valutare la struttura ed effettuare considerazioni sull’opportunità di mantenere ancora aperto il reparto.
Tutto ciò anche nell’ottica di evitare forme di ghettizzazione. In tutti gli altri paesi europei, infatti, i pochi ammalati del morbo di Hansen vengono curati presso strutture ordinarie.

La relazione del NIR (datata 25/10/10) ha segnalato l’inadeguatezza della struttura, con particolare riferimento all’obsolescenza degli impianti e degli infissi e all’assenza dei necessari ed elementari presidi di sicurezza e per l’inappropriatezza clinica e organizzativa delle prestazioni erogate non conformi a quanto previsto dalle linee guida nazionali per il controllo del morbo di Hansen, finanche una sproporzione tra il numero del personale dedicato, il numero dei pazienti/ospiti assistiti e la tipologia di prestazioni da erogare, con costi di gestione elevati.
In particolare l’Ispettore NIR ha rilevato, in contrasto con quanto comunicato in data 15/10/2010, dall’Ente Ecclesiastico riguardo al numero dei pazienti in cura negli anni 2007 (dichiarati 64 in regime di ricovero e 36 in regime ambulatoriale), 2008 (dichiarati 63 in regime di ricovero e 35 in regime ambulatoriale), 2009 (dichiarati 59 in regime di ricovero e 37 in regime ambulatoriale) e al 30/9/2010 (dichiarati 59 in regime di ricovero e 34 in regime ambulatoriale), che erano presenti solo 29 “ospiti” e non pazienti, così definiti poiché solo 4 soggetti presentavano sequele evidenti della malattia, mentre per la restante parte si trattava di soggetti in buone condizioni di salute, al più sofferenti delle patologie correlate all’età (la media dei residenti si aggira intorno ai 74 anni). Tutti comunque sieronegativi per il Morbo di Hansen (lebbra).
Il NIR ha inoltre rilevato che la presenza di 6 unità mediche e 23 infermieri professionali, più una fisioterapista appare assolutamente inappropriata per una struttura che sostanzialmente ha finalità ricettive di tipo socio-assistenziale. Inutile ogni considerazione sui rapporti numerici, che vede comunque un’evidente sproporzione tra degenti e personale sanitario.
Sempre secondo il NIR, inoltre, un’analisi attenta dei costi di gestione rivela un esercizio irrazionale, atteso che a fronte di un numero di ospiti così esiguo, compreso tra i 15 e i 30, si impegnano risorse ed energie di una monumentale struttura che si estende su oltre 10.000 mq. E con un rapporto tra dipendenti e assistiti assolutamente discutibile.
Risultano alle dipendenze della Colonia 6 centralinisti (anche se pare che il centralino non funzioni e in ogni caso non appare giustificato dalle esigenze reali, essendo in uso ormai da tempo sistemi automatici di gestione delle chiamate a costi molto esigui), 3 autisti, 1 calderista, 3 amministrativi, 6 cucinieri (organizzati per 600 pasti giornalieri, quando ne vengono preparati circa 15), 1 elettricista, 4 addetti alla lavanderia (gli utenti provvedono personalmente alla pulitura e stiratura dei propri panni), 1 calzolaio, 1 sarta, 1 parrucchiere, 1 barbiere; 17 addetti alle pulizie (è consuetudine per molti ospiti che risiedono, prepararsi i pasti e curare personalmente la pulizia delle stanze e della biancheria), 23 infermieri, 1 fisioterapista, 3 suore lavoratrici, 1 parroco a stipendio e 6 medici.
Inevitabile chiedersi dove e come sarà ricollocato tutto questo personale.
In definitiva, a parere del NIR, l’ampia superficie della struttura (tre piani di degenza, ambulatori, cucine, lavanderia, sale ricreative, chiesa) e il nutrito organico di personale dipendente e prestatori d’opera risulta assolutamente sovradimensionato rispetto al fabbisogno.
E gli “ospiti” possono benissimo essere tenuti sotto controllo tramite visite trimestrali erogate in regime ambulatoriale.
Anche l’AIFO ha evidenziato che “la situazione epidemiologica della lebbra in Italia è risibile: 8–10 casi l’anno in totale (quasi tutti d’importazione) e il ricovero ospedaliero non è quasi mai necessario, perché le cure possono essere fatte ambulatorialmente e in pochi mesi si ottiene la guarigione.
Considerato che per il triennio 2010-2012 la Regione aveva previsto un finanziamento di 6.500.000.000€ per la gestione della Colonia Hanseniana da erogare in favore dell’Ospedale “F.Miulli”, la Giunta Regionale all’unanimità ha deliberato l’avvio del procedimento in autotutela nei confronti dell’Ente Ecclesiastico “F. Miulli” per revocare la convenzione, facendo procedere alla dismissione dei pazienti della Colonia Hanseniana, entro tre mesi dalla notifica del presente provvedimento, e assegnando allo stesso Ente un termine di quindici giorni per eventuali controdeduzioni.
La Giunta ha inoltre dato mandato al Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Bari di individuare un centro ambulatoriale ovvero una struttura di ricovero per eventuali pazienti con acuzie e una struttura socio assistenziale per l’assistenza dei suddetti pazienti nelle vari fasi della malattia e ha dato mandato al Direttore Generale della ASL di Bari di sovrintendere a tutte le procedure per la chiusura della Colonia Hanseniana di Gioia del Colle.

Ivana Morgese

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I commenti degli utenti
  • giusy_007 ha scritto il 23 aprile 2011 alle 10:26 :

    Se non sbaglio questo è lo stesso articolo di legge (21 nonies legge 241/90) in base al quale l'Assessore Barbanente, più e più volte ha suggerito di revocare il PRG (in autotutela) e di farne uno nuovo. Ma gli amministratori e sopratutto i dirigenti comunali si preoccupano dell'autotutela? credo proprio di no, mica sono acquavivesi!!! Buona notte Acquaviva !!! Rispondi a giusy_007

  • giusy_007 ha scritto il 22 aprile 2011 alle 23:52 :

    I politici, salvo qualche rarissima eccezione, sono affetti tutti dalla stessa malattia: scansafatichite acuta. la maggior parte di essi preferiscono prendere ordini da qualche dirigente, che provvede per loro ... e per se stesso, salvo che per la città. Buona notte Acquaviva !!!! Rispondi a giusy_007

  • NUOVA_MENTE_2010 ha scritto il 22 aprile 2011 alle 16:39 :

    ed ora attendiamo la replica del sindaco chirichetto e del consigliere regionale fantasma g,m, surico. Rispondi a NUOVA_MENTE_2010