conferenza stampa “Stagione di prosa 2019/2020” a Fasano

Ecco i dieci spettacoli della “Stagione di prosa 2019/2020” a Fasano

Fasano
dal 4 dicembre 2019 al 16 aprile 2020 alle ore 00:00

La rassegna organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese

Indirizzo Cinema Teatro Kennedy

Ecco i dieci spettacoli della “Stagione di prosa 2019/2020” a Fasano
n.c. © n.c.

Sono dieci gli spettacoli della stagione 2019/2020 del Comune di Fasano organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese che si terranno al Cinema Teatro Kennedy. Il primo appuntamento è per mercoledì 4 dicembre con Maurisa Lurito e Fioretta Mari in Due donne in fuga, versione italiana di un grande successo francese firmato da Pierre Palmade e Cristophe Duthuron, con la regia di Nicasio Anselmo. Due donne si incontrano di notte su una strada statale mentre fanno l’autostop. Entrambe fuggono dalla loro vita. L’incontro suscita le battute più divertenti. Si ride di gusto per l’arguzia delle battute e si sorride nel riconoscere, nelle due protagoniste, alcuni aspetti della nostra vita.

Si prosegue il 12 dicembre con La scuola delle mogli con Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo, Giacomo Vigentini, una commedia sapiente e di sorprendente maturità: vi si respira un’amarezza ed una modernità come solo negli ultimi testi Molière riuscirà a trovare. Vi è la gioia e il dolore della vita, il teatro comico e quello tragico, come in Shakespeare. Il tutto avviene in un piccolo mondo con pochi personaggi. Una commedia alla Plauto che nasconde uno dei testi più moderni, contraddittori ed inquieti sul desiderio e sull’amore.

Il 24 gennaio andrà in scena Sfumature di donne di scienza, di e con Sara D’Amario, un viaggio nel tempo, dal tono leggero e divertente, in compagnia di venti scienziate che hanno rivoluzionato il mondo della matematica, della fisica, dell’astronomia, della chimica, della filosofia, dell’informatica.

Il 12 febbraio saliranno sul palco del Teatro Kennedy Ippolito Chiarello e Angela De Gaetano con Sara Bevilacqua, Dario Cadei, Ilaria Carlucci, Franco Ferrante, Luca Pastore, Fabio Tinella per Il Misantropo. Nato nel Seicento dalla penna di Molière, Alceste è un personaggio quanto mai attuale. Un testo che arriva stretto come un nodo alla gola: la disillusione verso un mondo non meritocratico, dove la soluzione è sempre nel compromesso o nella totale evasione dalla legalità. Sentirsi un extraterrestre perché non allineato, uno stupido perché onesto, un cinico perché non interessato al clamore del mondo, un algido perché il cuore non saltella ad ogni minima occasione.

E ancora, il 20 febbraio Un tram che si chiama desiderio porterà in scena Mariangela D’Abbraccio, Daniele Pecci con Angela Ciaburri, Stefano Scandaletti, Gabriele Anagni, Erika Puddu e Massimo Odierna. Il dramma di Tennessee Williams, premio Pulitzer nel ’47, mette per la prima volta l’America allo specchio su cose come l’omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale. Col tempo è diventato veicolo di altre ragioni, sociologiche, ideologiche. La regia dello spettacolo è affidata ad un grande maestro di fama internazionale: Pier Luigi Pizzi, fondatore con Giorgio De Lullo, Romolo Valli e Rossella Falk della “Compagnia dei giovani”.

Il 3 marzo si cambia registro con I soliti ignoti con Vinicio Marchioni e Giuseppe Zeno, prima versione teatrale del mitico film di Monicelli, uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia italiana e non solo. Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri improvvisati sbarcano sulle scene rituffandoci nell' Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L'adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura di Age e Scarpelli senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere moderna quell'epoca lontana.

Dieci giorni dopo, il 13 marzo sul palco ci saranno Radicanto & Nabil Bey con il loro Trapunto di Stelle – omaggio a Domenico Modugno. Un concerto che rivisita la vita e le canzoni del grande cantautore, in forma di oratorio teatrale e musicale. Sulla scena un articolato e completo ensemble musicale (archi, sezione ritmica, corde) di grande qualità e impatto sonoro ridisegna con fascino, eleganza e forte carica emotiva le melodie del cantautore. La musica accompagna il racconto teatrale illustrato dalla voce narrante di Maria Giaquinto, che conduce lo spettatore in un viaggio emozionante attraverso la poetica frizzante e carica di pathos di Domenico Modugno, rievocando un pezzo importante della storia e del costume dell’Italia dal dopoguerra ai giorni nostri, insieme a Nabil, storica voce dei Radiodervish.

Subito dopo, il 27 marzo, toccherà alla coppia Enzo Iachetti – Pino Quartullo portare in scena Hollywood Burger. Quanti possono dire di aver raggiunto le mete che si erano prefissati all’inizio della propria vita? Quanti possono essere pienamente soddisfatti per aver realizzato il proprio sogno? In una mensa per artisti negli Studios ad Hollywood, due attori mitomani, assolutamente alla deriva ma tenacemente aggrappati al sogno del cinema, se ne dicono e ne fanno di tutti i colori mentre spalmano sui loro hamburger senape, maionese, ketchup, con un fare convulso e ingordo come la loro voglia di far parte, in un modo o nell’altro, della magia di Hollywood.

Penultimo spettacolo in cartellone il 4 aprile è La macchina della felicità – Ricreazione con Flavio Insinna e la partecipazione live della sua Piccola Orchestra. “Chi di voi è felice? Chi è felice alzi la mano!”. Da questa provocazione Flavio Insinna, un Pierino cresciutello ma sempre birbone, parte alla ricerca della felicità, cercandola nelle piccole cose (che poi tanto piccole non sono) e nelle cose grandi (che poi tanto grandi non sono), in allegria, tutti insieme appassionatamente, mano per mano con il pubblico, come in un grande pranzo di Natale passato a ridere in compagnia di chi ti vuole bene.

A chiudere la stagione, il 16 aprile, ci penserà la Rimbamband con il suo Manicomic. Raffaello Tullo, Renato Ciardo, Vittorio Bruno, Nicolò Pantaleo, Francesco Pagliarulo in una sorta di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” in versione comico/teatrale, in cui la follia si trasforma in libertà, energia, divertimento e creatività. Perché non può esserci arte senza follia e... da vicino, nessuno è normale.