Calcio

L'atletico Acquaviva "raccontata" dal dirigente Raffo Barberio

Intervista al dirigente della nuova società calcistica acquavivese

27/01/2012
di Giuliano Pallotta


Foto: ©

Intervista a Raffaele Barberio, dirigente della società calcistica di terza categoria, Atletico Acquaviva.

Come nasce l’idea di creare questa nuova squadra di 3° categoria?

L’idea e soprattutto l’impegno di “costruire” questa nuova società, nascono da due ragazzi, Valentino Imperato Presidente del sodalizio e dal dirigente Raffaele Barberio, i quali danno “vita” al nuovo club puntando su una rosa di ragazzi acquavivesi nati calcisticamente nella Polisportiva Chimienti.

Quali erano le aspettative all’inizio e quali sono ora i risultati concreti?

Più che aspettative parlerei di esperienza, essendo il primo campionato, soprattutto per molti ragazzi del 94’ che sono passati dalla categoria allievi alla terza, non è semplice capire ed entrare nella mentalità di questo torneo, grazie anche alla disponibilità di atleti più grandi abbiamo creato una squadra con un età media di 23 anni che, con umiltà e spirito di sacrificio si allena assiduamente sin dal mese di ottobre, direi che questo è il grande risultato che porta i giocatori a sfruttare al massimo le gare domenicali.

Dopo due vittorie consecutive, quali sono i pronostici per la prossima partita?

L’Atletico, essendo una squadra giovane, così come può dar vita ad un buon match, può anche perdere gare banali, dipende solo dalla concentrazione della squadra, meno errori si fanno e più si va avanti, il campo alla fine parla!

Un suo giudizio a grandi linee sulla predisposizione della squadra e sull’impegno.

Sull’impegno ho già anticipato prima che ai ragazzi non posso chiedere di più, ognuno sa quanto vale e cosa può dare in campo, a questi livelli il gruppo è importante, così come l’allenamento, senza questi due ingredienti non si va da nessuna parte; per quanto riguarda la predisposizione, mi farebbe piacere vedere un giorno la squadra al completo, perché purtroppo nell’ultimo periodo si sono registrate pesanti assenze tra squalifiche e infortuni.

Lei pensa che nella squadra ci siano talenti predisposti a salire più in alto nel mondo calcistico?

Sinceramente proprio ieri sentivo che un giocatore passato dal Varese all’Atalanta sino a qualche anno fa faceva il carpentiere a Gallipoli, bè quel giocatore è passato anche dal “Giammaria” con quel Gallipoli che in eccellenza andava forte.

Quindi mi rivolgo ai più giovani della mia squadra: “Nelle categorie non è il livello a cambiare ma la mentalità con cui si affrontano i campionati.”

Giuliano Pallotta

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