Attualità
24 settembre 2007

Da oggi chiude i battenti il Centro d'accoglienza della Caritas

In 6 anni aveva garantito ospitalità gratuita ad oltre 15000 familiari di degenti del Miulli e messo in piedi decine di progetti

di Vanni Petrelli

Un lavoro silenzioso, continuo, prezioso. Un sostegno ed un punto di riferimento per oltre 15.000 persone provenienti da tutto il sud, isole comprese, giunte nel nostro paese per accudire i propri familiari ricoverati presso l’ospedale Miulli. L’entusiasmo e la dedizione di decine e decine di volontari e giovani del servizio civile. Tutto cancellato!

Da oggi, infatti, chiude i battenti il Centro d'accoglienza della Caritas di Acquaviva, ubicato nei locali dei Vocazionisti alle spalle della Chiesa di San Francesco. Una decisione inspiegabile, improvvisa, che ha colto di sorpresa un po’ tutti. Il centro fu voluto nel 2001 dall’allora direttore della Caritas di Acquaviva, il diacono Pinuccio Angelillo. In pochissimo tempo quei locali divennero una fucina di idee, progetti, iniziative. Una delle prime fu quella di colmare le lacune del Miulli in ordine all’accoglienza dei familiari dei degenti ed al trasporto con l’ambulanza in tutti quei casi (come trasferimenti e dimissioni) non garantiti dalla Asl.

Il Centro ha offerto ospitalità gratuita nelle 6 grandi camere della struttura ad oltre 3.500 persone all’anno, un numero elevatissimo. Si tratta nella maggior parte dei casi di familiari di degenti del Miulli, che in quella struttura hanno trovato non solo locali grandi e confortevoli dove pernottare, ma un gruppo di persone generose e pronte a risolvere piccoli e grandi problemi, ad assicurare conforto e compagnia. Da oggi sarà solo un bel ricordo.

Attualmente nella struttura sono ospiti don Gaetano Lenoci ed alcune persone con problemi di varia natura. Che ne sarà di loro, si chiedono gli animatori del Centro? Grazie all’autofinanziamento in questi anni è stato possibile non solo fare fronte alle spese legate all’accoglienza, ma anche finanziare numerosi progetti collaterali. La domanda penso che nasca spontanea a tutti gli acquavivesi: chi ha deciso la chiusura del Centro? Giriamo l'interrogativo al nuovo direttore della Caritas, don Vito Cassese, confidando in una risposta celere e soprattutto valida a giustificare la fine di una delle realtà più belle della nostra cittadina.

40 commenti per questo articolo
postato da trenomagico
02 ottobre 2009 @ 17.10
anche se il mio commento giunge con un po di ritardo e mio dovere fare un pubblico ringraziamento a tutta quella gente che ha contribuito x anni a far si che il centro fosse una casa e un appoggio x tante persone.ho svolto il servizio civile lì dentro e ho avuto la fortuna di aver conosciuto tanta brava gente che mi ha aiutato in un momento particolare (giorno della festa patronale) gianni e vito ricorderanno.grazie infinite nn ho dimenticato..
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postato da Soldier
08 giugno 2009 @ 00.06
no...dai cosi facendo si toglie il perno dell'attività religiosa di acquaviva..prima hanno voluto togliere il cinestate,adesso anke la caritas
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postato da rosyan
03 gennaio 2009 @ 13.01
POTETE DIRMI CHE IL CENTRO CARITAS ESISTE ANCORA MA.......NON E' PIU' LA STESSA COSA!! NON SE NE SENTE PARLARE E NON CREDO STIA FACENDO NIENTE DI INTERESSANTE E DI UTILE SUL NOSTRO TERRITORIO!!! RIMPIANGO IL VECCHIO CENTRO CARITAS E TUTTI COLORO CHE NE FACEVANO PARTE!!! PINUCCIO CI MANCHI!!!!
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Era stato creato nel 2001 da Pinuccio Angelillo. Attualmente ci collaboravano una 50ina di volontari e 16 ragazzi del Servizio civile
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