Mostra itinerante riguardante Gioacchino Murat, Re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte

Gioacchino Murat: urbanista e innovatore

Bianca Tragni, Presidente del Club Federiciano di Altamura ha svolto una bellissima lezione di storia concernente Murat, famoso urbanista e innovatore che visse durante il perido napoleonico

Cultura
Acquaviva venerdì 13 ottobre 2017
di Paola Massaro
Relatori evento:
Relatori evento: "Il mantello di Murat" © Paola Massaro

Domenica 8 ottobre 2017 alle ore 18.30, presso la Pinacoteca civica di Cassano delle Murge, è stata inaugurata la mostra itinerante concernente Gioacchino Murat, Re di Napoli, urbanista, innovatore e cognato di Napoleone Bonaparte. In occasione dell'evento, abbiamo intervistato Bianca Tragni, Presidente del Club Federiciano di Altamura.Ecco a voi l'intervista.

- Quali tecniche sono state usate dagli artisti per poter creare le opere della mostra dedicata a Murat?

Sono state usate svariate tecniche fra cui la scultura (con materiali quali: ferro, metallo, legno, etc.), la pittura ad olio e in acrilico, il collage. Trattasi principalmente di esempi di arte concettuale, ovvero una tecnica che si avvale dell'uso dei materiali più disparati, ad esempio: per rappresentare la caduta degli ideali di Murat sono state usate delle traversine di legno che a loro volta sono state riutilizzate per realizzare l'opera.

-Come mai avete scelto Gioacchino Murat come "Musa ispiratrice" dell'evento?

Come ben sappiamo nel 1813 fu istituito il "Borgo murattiano a Bari" e a sua volta lostesso Murat fu un famoso urbanista e innovatore, per tale motivo abbiamo deciso di organizzare una mostra in suo onore. Il mantello di Murat, ben visibile all'interno della Cattedrale di Altamura è stato studiato dagli stessi artisti per poter organizzare la mostra. .

-In quanto Associazione, quali sono i vostri prossimi obiettivi? Quali valori volete trasmettere al pubblico? In che modo intendete valorizzare l'arte e la cultura in Puglia (e non solo)?

Il nostro obiettivo principale è quello di diffondere la storia, la cultura e l'amore per la nostra terra attraverso l'organizzazione di mostre, la presentazione di libri, autori, scrittori e soprattutto, attraverso i viaggi. Vorremmo estendere la nostra cultura non solo in Puglia, ma anche da altre parti.

- Ci descriva brevemente il cimelio.

Il mantello di Murat è un abito reale della Regina Carolina, moglie di Murat e sorella di Napoleone Bonaparte che a sua volta, lo stesso Murat regalò al Vescovo di Altamura De Gemmis e che tutt'ora possiamo ammirare nella Cattedrale di Altamura (all'interno della mostra è esposto un pannello che spiega tutto).

L'evento ha destato l'attenzione di molti partecipanti e i relatori dell'evento hanno spiegato in modo dettagliato la storia di Murat e soprattutto il significato delle opere esposte dagli artisti.

Durante la presentazione erano presenti: il Sindaco del nostro paese Maria Pia Di Medio, la Prof.ssa Bianca Tragni (Presidente del Club federiciano di Altamura), Michele Agostinelli (direttore artistico della mostra), la Prof.ssa Angela Di Ceglie (Presidente dell'Associazione "Amici della Biblioteca") e alcuni degli artisti che hanno esposto le loro opere.

La Prof.ssa Angela Di Ceglie ha presentato l'evento ringraziando tutti i partecipanti e a sua volta ha affermato che sul nostro territorio esistono eccellenze locali che a loro volta si impegnano affinché si diffonda la cultura e l'arte sul territorio.

Bianca Tragni a sua volta ha tenuto una ricca e coinvolgente lezione di storia in cui ha spiegato l'importanza d Gioacchino Murat, che ha fondato il borgo murattiano a Bari e non solo.

Ecco a voi in breve, la storia di Gioacchino Murat legata alla nascita del "Borgo murattiano" di Bari.

"Gioacchino Murat nacque il 25 marzo 1767 a Labastide-Fortunière, un piccolo paesino sui Pirenei. Sin da piccolo, si mostrò irrequieto e ribelle e il padre, nel tentativo di spegnerne i bollenti spiriti, lo mandò in seminario, per avviarlo ad una comoda carriera ecclesiastica. Sfrenato e senza inibizioni (gli piacevano il gioco, l’alcool e le donne), nel 1784, dopo l’ennesima zuffa, Gioacchino venne espulso dal seminario.Nei successivi tre anni, aiutò il padre nella gestione della locanda, finché, nel 1787, si arruolò come soldato semplice nella guardia di Luigi XVI, ma, allo scoppio della Rivoluzione, passò nell’esercito rivoluzionario, diventando ufficiale di cavalleria.Trasferitosi a Parigi, entrò nella cerchia di Napoleone : il giovane generale corso amava circondarsi di giovani spavaldi e sprezzanti del pericolo e Gioacchino sembrava decisamente il migliore.Murat scalò rapidamente tutti i gradi della gerarchia militare, conquistando la fiducia di Bonaparte che, divenuto Impertaore, gli fece sposare sua sorella Carolina e lo nominò, prima, Governatore di Parigi e, poi, Maresciallo dell’Impero. Dopo aver sconfitto i Borboni e conquistato il Re di Napoli, Napoleone assegnò il trono prima al fratello Giuseppe e successivamente a Gioacchino. La gioia per il titolo fu accompagnato dalla prima grande delusione.Per volere dell’Imperatore, egli assunse il nome di Gioacchino Napoleone, quasi a rimarcare la primogenitura Imperiale sul governo del Regno e la totale sottomissione agli interessi economici della Francia. Murat a sua volta, si sentiva un ‘vassallo’, un Re dimezzato: un ruolo che lo umiliava e che darà inizio a non pochi dissidi con l’Imperatore. Gioacchino fece del suo meglio per governare bene e fare grande il Regno di Napoli, né gli impegni del Reame e la grande massa di lavoro organizzativo per l’ammodernamento dello Stato, poté impedirgli di essere presente su tutti i campi di battaglia d’Europa accanto al cognato.Fu l’inizio di una nuova epoca anche per Bari.Bello, alto, forte ed elegante nella sua uniforme con il cappello a pennacchio: l’incontro fra i baresi e il Principe francese fu amore a prima vista. Il Re giunse in Puglia per verificare lo stato dei porti e della marina e, dopo aver visitato Gioia del Colle, Taranto, Gallipoli, Otranto e Brindisi, si fermò a Bari. La città contava poco più di 18 mila abitanti ed era ancora circondata da un’imponente muraglia che partiva dal Castello e finiva in via delle Mura (l’odierna via Venezia).Per tutta la lunghezza delle mura correva un ampio fossato e, accanto a questo, la strada ‘consolare’, un largo viale che dal Castello portava a Piazza del Ferrarese.Il vecchio borgo soffriva condizioni di vivibilità estreme: un groviglio di abitazioni anguste e malsane assediavano le due piazze della città, le decine di piccole chiese e i due maestosi templi religiosi, la Basilica e la Cattedrale.La città che dopo la Rivoluzione di Napoli si era dimostrata sinceramente aderente agli ideali repubblicani francesi meritava di più. Murat accolse subito la richiesta di rinnovamento della popolazione e approvò i lavori di ampliamento del borgo cittadino, promettendo di fare di Bari “una grande e bella città”.La costruzione della prima casa nel borgo nuovo iniziò nel 1816; l’anno successivo venne abbattuta la prima delle tre porte cittadine, definita la “Porta di mare” e iniziò la costruzione del primo edificio pubblico, il mercato coperto di Piazza del Ferrarese (l’odierna Sala Murat)".

Possiamo notare l'importanza di Gioacchino Murat nella nostra storia locale e gli artisti della mostra hanno rappresentato alcuni stralci della vita di Murat. Michele Agostinelli, ad esempio, ha voluto rappresentare i porti che Murat a sua volta controllò. Alcuni artisti hanno spiegato le loro opere ed è bene ricordare che il loro contributo è stato di importanza fondamentale per la realizzazione della mostra.

La mostra attualmente è in esposizione nella Pinacoteca civica del nostro paese e sarà possibile ammirarla fino al prossimo 19 ottobre.

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