Messaggio

66° Giornata Nazionale Del Ringraziamento: il messaggio del vescovo Ricchiuti

una domenica che sarebbe opportuno riprendere a valorizzare come favorevole momento ecclesiale per dire grazie al Signore dei frutti di "nostra madre terra” e di riflessione sul mondo del lavoro

Attualità
Acquaviva domenica 12 novembre 2017
di La Redazione
Ricchiuti
Ricchiuti © Diocesi

La domenica 12 novembre la Chiesa italiana celebra la 66ma Giornata Nazionale Del Ringraziamento, una domenica che sarebbe opportuno riprendere a valorizzare come favorevole momento ecclesiale per dire grazie al Signore dei frutti di "nostra madre terra” e di riflessione sul mondo del lavoro, in particolare di quello legato alla agricoltura e alla zootecnia. Realtà molto famigliari alla nostra cultura e tradizione della Murgia e del Sud in particolare.

“Questa giornata, - si legge in un comunicato del vescovo Giovanni Ricchiuti - accompagnata già da qualche anno da un Messaggio dei vescovi italiani, può costituire anche circostanza favorevole perchè il grazie al Signore possa trasformarsi in gesti di offerta dei frutti della terra, secondo la generosità dei nostri fedeli, destinati alle Caritas parrocchiali per i bisognosi.
Ma è anche la giornata del MICROCREDITO per dare continuità al nostro Progetto Policoro (grazie a quanti, sacerdoti e laici, fino ad oggi, hanno consentito di accrescere quel fondo di garanzia messo a disposizione dalla nostra diocesi) per favorire altri progetti di giovani che intendono impegnarsi per un lavoro "creativo, libero, partecipativo e solidale", come si è riflettuto a Cagliari nei giorni scorsi in occasione della 48esima Settimana Sociale dei cattolici Italiani.
Chiedo a voi, parroci, come meglio crederete di fare, di poter destinare al fondo diocesano per il Progetto Policoro (don Mimmo Natale, che firma con me questa lettera, vi darà informazioni più precise sui due progetti già finanziati e che sono operativi) una parte delle offerte raccolte nella domenica del ringraziamento.
Vi dico, e vi diciamo, sin da ora, grazie!”.

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