Messaggio espresso durante il rito funebre celebrato nella chiesa Madre

Il cordoglio di Marco Piconio durante il rito funebre del prof. Giuseppe Cassano

Proponiamo ai nostri lettori il messaggio del cittadino Marco Piconio espresso durante il rito funebre celebrato nella chiesa Madre di Acquaviva delle Fonti per la scomparsa del professore Giuseppe Cassano

Attualità
Acquaviva venerdì 17 marzo 2017
di La Redazione
Prof. Giuseppe Cassano
Prof. Giuseppe Cassano © TeleMajg

«Piango in questo triste momento, assieme ai tantissimi acquavivesi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo nel lungo percorso di una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia, ma soprattutto al culto dell’onestà, la scomparsa del nostro illustrissimo concittadino, il Professore Peppino Cassano. Ormai lo credevamo immortale, egli che ha abbracciato con la sua ultracentenaria esistenza più e diversissime epoche storiche, egli che ha conosciuto le più svariate esperienze politico-sociali e che, pur tuttavia, è rimasto uguale a se stesso, fedele incrollabilmente alle proprie convinzioni, capace di rappresentare per tanti suoi concittadini un saldo, costante ed esemplare punto di riferimento, così che da oggi la nostra Acquaviva è come orfana o vedova, privata di uno dei suoi più illustri figli che lascia a tutti noi una grandissima eredità di affetti insieme ad un ricordo dolcissimo ed indelebileQueste le parole di Marco Piconio in ricordo di Giuseppe Cassano durante il rito funebre - Nato nel lontano 1912 in una famiglia di umili ed onesti agricoltori, egli dichiarò in seguito, e sempre ebbe modo di insistere su questo punto, la straordinaria fortuna di essere cresciuto sotto le cure vigili e costanti di un altro grandissimo concittadino nostro, il grande storico Antonio Lucarelli, che praticamente gli fece da padre negli anni del primo conflitto mondiale, con il proprio genitore impegnato sul fronte del Piave, e fu quella lunga, cordiale, quotidiana frequentazione con il grande storico della “QUESTIONE MERIDIONALE” che lo avrebbe segnato per tutto il resto della sua vita, lasciandogli impressi pochi, ma ben consolidati principi di vita: innanzitutto, il senso del dovere e dell’impegno, nei confronti della famiglia e del prossimo, con l’amore per gli studi e per la cultura, alimentati da una straordinaria curiosità intellettuale che ha lasciato vivamente impressionati tutti coloro che hanno avuto la fortuna di scambiare con lui opinioni ed esperienze fino agli ultimi anni della sua lunga vita; e poi ancora, il senso di orgogliosa appartenenza alla nostra comunità locale della quale è stato figlio onorato, che ha servito con onore nella quotidiana vita della cattedra e quando è stato chiamato a rappresentarla nelle istituzioni comunali, esercitando il mandato conferitogli dagli acquavivesi con scrupolo, dedizione, onestà e al di sopra delle parti.

«Chi come me ha avuto la fortuna di incontrarlo sulla propria strada, chi ha avuto modo come me di approfondirne la conoscenza fino all’onore di poter godere della sua preziosissima amicizia, ne è stato toccato e segnato, e porterà sempre con sé le tracce del suo insegnamento».

«L’altro incontro destinato a condizionare gli studi e la vicenda professionale del Professore fu quello con l’altro grande e illustre figlio di Acquaviva che fu il geografo di fama mondiale, titolare nell’ateneo napoletano, il Prof. Carmelo COLAMONICO, che lo orientò alla conoscenza problematica del nostro territorio pugliese, con la sua vocazione agricola, lungo il percorso di emancipazione economico-sociale dei suoi contadini, umili, ma onesti ed orgogliosi della propria fatica che essi additarono sempre all’esempio delle generazioni più giovani».

«Come il Prof. Colamonico, anche Peppino CASSANO non si lasciò mai prendere dalla retorica permissivistica dei tempi moderni, individuando nella rinuncia, nel sacrificio e nella onestà gli unici strumenti di cui le giovani generazioni possano e debbano avvalersi nella dura lotta della vita quotidiana. E’ per questo che egli sentì religiosamente l’affetto per i suoi nonni, i genitori, fratelli e sorelle che, con il loro silenzioso e paziente sostegno, gli consentirono in quei durissimi anni tra i due conflitti mondiali di studiare, di laurearsi e di intraprendere la sua lunga ed operosa attività di cattedra, che sentì come una missione dedicata e destinata a formare le classi dirigenti di domani; è per questo che egli visse nella propria famiglia, la moglie, i figli, i nipoti gli affetti più intensi e più puri che lo hanno accompagnato, rinfrancato e consolato nel corso della sua lunghissima esistenza. -  Piconio conclude così il suo ricordo -  fortunati loro che hanno potuto godere in modo più stretto, esclusivo ed intenso della sua profonda bontà e saggezza, ma fortunati anche noi che, come concittadini, abbiamo potuto vedere in lui per tanti anni una guida sicura, un maestro, un faro di onestà e di esempi virtuosi. Alla sua straordinaria famiglia, alla moglie e ai figli, ai nipoti, che sentono oggi l’amarezza del distacco, il nostro cordoglio più vivo e la nostra vicinanza più affettuosa, con la convinzione che le persone migliori continuano a vivere nella dolcezza del ricordo che i tempi a venire non potranno mai cancellare».

 

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