Acquaviva - giovedì 04 febbraio 2016 Politica

L'editoriale

Maurizio ci prova ancora: tenta alleanza con Sardone per spodestare Nettis

Guerra di tessere: aumento degli iscritti del 700%. L'anomalia coinvolge l'intera Regione

I firmatari: Maurizio, Mastrorocco, Sardone
I firmatari: Maurizio, Mastrorocco, Sardone © n.c.
di Sergio Carlucci

A quasi un anno  da una mozione di sfiducia (respinta) presentata dal gruppo di Angelo Maurizio nei confronti di Giovanni Nettis, segretario cittadino del PD, eccone un'altra sottoscritta dagli stessi autori della prima e, tra gli altri, anche da Antonia Sardone. Cosa spinge il piccolo esercito capeggiato da Angelo Maurizio a fare la guerra al segretario del PD? Alla base del comportamento ostile di Maurizio nei confronti di Nettis ci potrebbero essere motivi di rivalsa politica: Maurizio nel 2013 era candidato sindaco, risultando ultimo su sei candidati. Al secondo turno delle comunali, invece, dichiarò di voler sostenere Carlucci ma, considerato il risultato storico ottenuto dall'attuale sindaco, votato da circa 7300 elettori con un distacco di 3000 voti circa da Giorgio, risultò evidente che né Maurizio né il Centro Democratico (che avevano raccimolato appena 700 voti) avessero contribuito in maniera determinante alla sua vittoria.  Fuori dalla Giunta, quindi, e soprattutto, fuori dal Consiglio comunale. E infatti è lo stesso Maurizio ad ammettere che non gli fu promesso nulla in termini di assessorati, ma che il suo appoggio era finalizzato al perseguimento di determinati punti programmatici.

Ma Maurizio è un buon incassatore. Lo si potrebbe definire in un certo senso come un emulo del pugile Jack La Motta, a cui Scorsese dedicò la celebre pellicola intitolata "Toro scatenato". E così, in occasione delle elezioni regionali svoltesi nel 2015, dopo aver tentato con un tesseramento online di spodestare Nettis, Maurizio prova a misurarsi con quest'ultimo, sostenendo la candidatura di Lacarra, in contrapposizione al candidato supportato dal gruppo consiliare Pd, Mario Loizzo. In quella occasione anche la componente ex popolare, insieme a un gruppo abbastanza eterogeneo di personaggi politici locali, partecipa alla competizione elettorale, sostenendo Giannini. Il Pd, quindi, si cimenta in una competizione nella competizione. Una sorta di referendum, secondo qualcuno, per giudicare l'operato della segreteria PD.  Puntualmente Maurizio, insieme al proprio candidato, arriva ultimo, subendo l'onta di essere doppiato dai propri avversari interni (Loizzo è il più suffragato dei candidati PD, ottenendo 600 preferenze contro le scarse 300 di Lacarra, nonostante Lacarra nel resto della circoscrizione sia stato il più votato).

Ma cerchiamo di entrare nel merito delle accuse che Maurizio rivolge a Nettis. Maurizio dichiara a più riprese, attraverso articoli di giornale e interviste rilasciate ai microfoni di una emittente locale, che il PD deve prendere le distanze dal sindaco e sostiene all'interno dell'assemblea del partito che si debba staccare la spina all'amministrazione comunale per ritornare a votare. Nettis, non cade nella trappola di Maurizio (del tipo "per ora  facciamo fuori Carlucci, poi ci prendiamo la segreteria"), pur accogliendo lamentele e critiche in merito all'azione di governo da parte dell'assemblea e innescando a sua volta un duro confronto col sindaco e col resto della coalizione. Non vedendo quindi soddisfatte le proprie richieste, Maurizio sposta nuovamente la propria  guerra santa dal fronte esterno a quello interno. Ed ecco che qualcuno inizia a pensare ad una seconda mozione di sfiducia verso Nettis.

Nel frattempo, è partita la corsa al tesseramento.  Vi si cimentano un po' tutti. Compresa la componente giovanile, capeggiata da Antonia Sardone, ex assessore della Giunta Carlucci, tenuta fuori dall'esecutivo, a differenza di Dinapoli che viene riconfermato, a seguito della ricomposizione della crisi. A questi fatti si aggiunge la votazione in Consiglio dell'8 gennaio avente per oggetto la mozione di sfiducia al sindaco Carlucci presentata dall'opposizione. Il PD vota contro la sfiducia, senza optare per l'astensione, come forse qualcuno auspicava. Un segnale di responsabilità che rappresenta l'avvio della risoluzione definitiva della crisi. Questo comportamento, però, deve suscitare insoddisfazione all'interno dell'assemblea, specie tra coloro che optavano per far cadere Carlucci. E infatti, nell'assemblea del PD che si svolge il giorno dopo il consiglio comunale volano gli stracci e si arriva quasi alle mani. Ma, con tanto di verbale, la discussione si svolge lo stesso. Ed è qui che nasce il giallo. Secondo alcuni (Sardone e Maurizio) dall'assemblea emergono due sole proposte: riconferma dei due assessori PD o azzeramento. Secondo altri (gruppo consiliare e non solo) le posizioni sono molteplici, confuse e contraddittorie. Nasce in questo clima la nuova Giunta. Dinapoli ottiene la carica di vice sindaco. La professoressa Mariella Nardulli diventa assessore alla Cultura. Si tratta di un rimpasto e non di un azzeramento. Rimangono così in carica tre assessori delle precedente Giunta su cinque. Da questo presunto tradimento della volontà assembleare da parte delle segreteria trae origine la mozione di sfiducia a Nettis.

In questo contesto, inasprito da turbolenze, incomprensioni e invettive, si inserisce la corsa al tesseramento. Le varie anime del partito si contano. Il numero complessivo è enorme (aumentano del 700% in un solo anno). All'indomani del termine ultimo per completare il tesseramento, dopo un rapido conteggio, si evince subito che anche questa battaglia Maurizio l'abbia persa e che il match sia stato vinto ai punti da Nettis.

Per concludere si può così sintetizzare il quadro politico:  Angelo Maurizio, politico della Prima Repubblica, è stato protagonista delle pagine più controverse della vita amministrativa del nostro Comune degli ultimi trent'anni. Oggi, inserendosi nel PD tenta di scalarlo e di ritornare in gioco con un colpo di spugna, ooperato a colpi di tessere. Dietro i bubboni della ex 167, della Moviter (Claudio Solazzo ebbe modo di sottolineare attraverso una nota l'incompatibilità di Maurizio in una vicenda che costò oltre un milione di euro all'Ente), del Sic e delle mancate lottizzazioni intorno al nuovo ospedale, c'è sempre lui, o uomini che gravitano da sempre intorno a lui. Milioni di euro che escono dalle casse comunale, persi in contenziosi assurdi che tengono bloccato il paese e la sua economia per oltre trent'anni. Un lasso di tempo lunghissimo ma che non scoraggia il navigato uomo politico dal proseguire la propria esperienza politica. Maurizio, inoltre, è il nome che si associa più di qualunque altro alle stagioni di instabilità politica che hanno pesantemente segnato le ultime decadi. Una specie di highlander dello sfascio: dietro la caduta di vari sindaci del centro sinistra (Nettis, D'ambrosio, Squicciarini), secondo molti, c'è sempre il suo zampino. E anche stavolta, sebbene sia fuori dal Consiglio e dalla Giunta, ha provato a far cadere l'ennesimo sindaco.  

Sullo stesso fronte di Maurizio combatte la propria personale battaglia alla segreteria Pd, Antonia Sardone, 23 anni, voluta in Giunta dal sindaco Carlucci all'epoca dell'insediamento sebbene la sua nomina non fosse diretta espressione del partito di appartenenza. La sua presenza in Giunta, infatti, viene percepita come una sorta di forzatura ai danni del Partito Democratico. Ma questo non le impedisce di ricoprire l'incarico per la durata di ben due anni e mezzo e non rappresenta il motivo della sua esclusione dal nuovo esecutivo. Prendendo per veritiere alcune indiscrezioni che circolano negli ambienti politici, i motivi, ancora tutti da chiarire in via ufficiale, risiederebbero altrove. Probabilmente nell'operato della giovane ex assessora o forse, come sostengono in molti, nell'eccesssiva vicinanza al gruppo di Maurizio.

Dall'altra parte c'è l'inossidabile segretario PD, Giovanni Nettis. Dalla sua prima elezione, con Squicciarini sindaco, è oggetto di ripetuti attacchi ma riesce lo stesso a venire eletto segretario e ad essere riconfermato nel 2013, anche a seguito del successo ottenuto dal partito alle ultime comunali. A lui il difficile compito di tenere insieme le diverse anime del partito. Di area ex DS ha dovuto lottare per garantire la pluralità all'interno del partito, senza tuttavia riuscire ad ottenere un pieno e consolidato riconoscimento da parte di tutte le sue componenti. Anche l'esito dell'ultimo tesseramento, sebbene veda uscire dal confronto la sua corrente come quella maggioritaria, deve tenere conto della forte frammentazione interna.  Tra le accuse che gli vengono mosse c'è anche quella di non aver dato, nei lunghi mesi della crisi politica, adeguato ascolto alla componente dei Giovani Democratici, definendo di scarsa importanza un loro documento che invitava a riprendere il dialogo col sindaco Carlucci. A rendere ancora più tesi i rapporti tra la giovanile e la segreteria ci si mette un esposto indirizzato ai rappresentanti regionali e nazionali dei Giovani Democratici, finalizzato a bloccare il tesseramento di alcuni circoli a causa di situazioni ritenute anomale. Tra i firmatari dell'esposto c'è Pasquale Cotrufo, membro della segreteria PD locale, tra i circoli coinvolti, quello di Acquaviva. La posizione di Antonia Sardone è pertanto molto delicata: se da un lato porta avanti una lotta per il riconoscimento della componente giovanile all'interno della discussione assembleare, dall'altro, partecipando alla "guerra delle tessere", si è schierata dalla parte di chi, come Maurizio, non fa mistero di voler mandare a casa in un sol colpo sia la segreteria cittadina che l'attuale compagine di governo. Un altro scenario che potrebbe delinearsi qualora la mozione di sfiducia a Nettis venisse accolta è che, espugnata la segreteria, Maurizio & co. possano avanzare richieste sia in termini di visibilità in giunta che di punti programmatici difformi da quelli perseguiti da Carlucci e dalla sua coalizione.

Non consciamo ancora l'esito di questa faida tutta interna al PD ma che tocca da vicino l'intera compagine di governo. La segreteria provinciale sarà chiamata a mettere un punto alla questione. La situazione descritta, comunque, non si discosta molto da ciò che sta avvenendo in tutti i circoli pugliesi del PD, alla vigilia dell'imminente congresso per il rinnovo della segreteria regionale. Si sta verificando un po' dappertutto, infatti, una guerra tra correnti in concomitanza con una sorta di assalto alla diligenza del PD da parte di numerosi "infiltrati", molti dei quali provenienti dal centro destra. Renzi, del resto, non ha mai fatto mistero della sua intenzione di aprire a tutte le forze moderate del panorama politico. Una scelta strategica che non è esente da rischi. La deputata democratica altamurana Liliana Ventricelli così descrive la delicata situazione pugliese, attraverso un post su Facebook: "Quasi 35.000 iscritti in Puglia per il tesseramento PD del 2015, quasi il doppio rispetto allo scorso anno. Quando si ingloba qualsiasi cosa pensando di poter rappresentare tutti, probabilmente si finisce per non rappresentare più nessuno".
 

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