Acquaviva - sabato 09 gennaio 2016 Politica

La mozione presentata dai consiglieri del centrodestra non ha ottenuto i numeri necessari per passare. Il PD vota contro assieme a SEL e Viva e mantiene uno spiraglio aperto per la ricomposizione della crisi.

Respinta la mozione di sfiducia al sindaco Carlucci

Con undici voti contrari il Consiglio Comunale respinge la sfiducia al primo cittadino.

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di Mimmo Ferrante

La sfiducia presentata dall'opposizione di centrodestra nei confronti del sindaco, Davide Carlucci, non è passata. Il consiglio comunale tenutosi ieri sera ha respinto la mozione con undici voti contrari (Viva, Sel e PD) e sei favorevoli.

A quasi tre mesi dall'inizio della crisi politica del centrosinistra, e a quattro giorni dalla scadenza dei venti utili al primo cittadino per ritirare le dimissioni, si registra quindi un segnale di apertura tra le parti che potrebbe portare ad una ricomposizione della Giunta Comunale.

Nella dichiarazione di voto contrario alla sfiducia espressa dal capogruppo e segretario del Partito Democratico non è mancata una frecciata ai suoi vecchi alleati. "Noi rigetteremo questa mozione di sfiducia, non per gli interventi che ci sono stati questa sera da questa parte, fosse per questi voteremmo subito a favore" ha dichiarato Gianni Nettis, "ma confidiamo nel sindaco, nella sua intelligenza. Sono pienamente convinto che questi tre quattro giorni che le restano per rivedere la decisione li utilizzerà andando non incontro agli interessi del partito democratico, ma andando incontro agli interessi di buona parte di questa comunità".

In consiglio Carlucci aveva auspicato che si potesse tornare a dialogare, che la crisi vissuta dalla sua coalizione potesse alla fine rivelarsi una cosa positiva per tutte le parti in causa e per la città.

Incassato il voto contrario del PD alla sfiducia il sindaco sul suo profilo facebook si è dichiarato pronto a "ritirare le dimissioni e a chiudere la crisi con il PD. Qualunque sarà la soluzione, spero solo che serva a migliorare le condizioni di chi oggi, pur mettendocela tutta per uscire dalla sua situazione, ha difficoltà a trovare una casa, un posto di lavoro o il minimo essenziale per vivere una vita dignitosa".

Dagli interventi è emerso come al centro della crisi c'è la configurazione della Giunta Comunale. Da una parte c'è chi vuole azzerare la vecchia Giunta, dall'altra chi non la vuole cambiare. Su queste posizioni il Sindaco dovrà in questi giorni trovare una mediazione che possa rappresentare una opportunità positiva per tutti, per i suoi alleati, per il PD, per la città.

E per farlo serve eliminare i tatticismi e trovare una intesa subito (tre mesi di crisi sono già abbastanza). Non un mero compromesso al ribasso, ma un punto di equilibrio che porti alla ricomposizione di un quadro politico stabile e ad una compagine di governo in grado di assumersi la responsabilità di amministrare fino alla fine del mandato elettorale nel 2018.

E perchè questo si verifichi, perchè si possa ottenere quella stabilità amministrativa di cui Acquaviva ha un estremo bisogno da troppi anni, non è dalla Giunta Comunale, o perlomeno non solo da questa, che si deve partire. Senza entrare nel merito, nella seduta di ieri sono emerse ancora una volta e in maniera evidente le divergenze tra le forze del centro sinistra nell'analisi politica dell'operato di questa o delle precedenti amministrazioni e sullo stato di salute di questa città.

Sarebbe opportuno provare a spostare la discussione dalle analisi alle proposte, partire dalle idee e non dai nomi, se è vero che le questioni politiche non sono questioni personali. Invece di concentrarsi esclusivamente sui possibili cinque nomi del nuovo esecutivo serve recuperare e ricostruire una maggioranza prima di tutto sugli undici nomi in Consiglio Comunale, sulle tre forze politiche che hanno vinto le ultime elezioni sostenendo Carlucci, e successivamente sulla Giunta.

Il rischio, altrimenti, è quello di tornare a litigare il giorno dopo e di trasformare questa lunga crisi nell'agonia di una intera città, e non ne varrebbe la pena.

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