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Senza fare elenchi pedissequi dei punti all’ordine del giorno discussi nel corso dell’ultimo Consiglio comunale ci pare utile soffermarci solo su due di essi. Quello relativo all’istituzione di un sito internet che potenzi i servizi necessari a garantire maggiore trasparenza da parte dell’Amministrazione rispetto alla propria attività di governo e la mozione di sfiducia nei confronti di Angelo Maurizio, presidente del consiglio comunale, sottoscritta da ben 10 consiglieri.
Rispetto al primo, non si capisce bene per quale motivo occorra spendere altri soldi per un sito istituzionale che già esiste e che andrebbe piuttosto potenziato, viste le pesanti lacune che presenta.
Rispetto al secondo, pur non volendo entrare nel merito della questione, è bene sottolineare che la raccolta di ben dieci firme indica una fragilità strutturale di cui soffre questa maggioranza, ormai risicatissima.
In questi giorni, inoltre, sono in molti a chiedersi a cosa servano, così come vengono impostati, convocare lunghi quanto estenuanti consigli comunali. Altri, come Claudio Giorgio, si spingono addirittura a constatare che “le mozioni non servono a niente”.
Ma tornando al primo argomento, quello relativo all’istituzione di un nuovo sito istituzionale, come si legge sul sito Openmunicipio.it si tratta di “una piattaforma web di informazione, monitoraggio e partecipazione attiva alla vita delle città che vi aderiscono. È progettata con i dati politico-amministrativi ufficiali dei singoli comuni”. Aderire a tale servizio sarebbe utile a garantire maggiore trasparenza, almeno secondo i sostenitori della mozione, capeggiati da Franco Montenegro. Ma la mozione viene comunque respinta.
Questo il commento di Tommaso Montenegro: “La tanto sbandierata trasparenza, cavallo di battaglia in campagna elettorale di questo sindaco, si è rivelata una grande presa per i fondelli. Non vi è stato nessuna atto di indirizzo da parte di Squicciarini nei confronti della sua Giunta affinchè venisse realizzato un sito web completo di tutti gli atti amministrativi. Manca quindi uno strumento necessario a garantire ai cittadini la possibilità di controllare l’operato di questa Amministrazione. Per non parlare poi dei costi di tale servizio: era indispensabile che venisse stabilito un criterio di scelta tra le varie possibilità improntato al minor costo. Cosa che è miseramente mancata”.
Rispetto al secondo punto, si registra un duro intervento di Peppino Paradiso: “Abbiamo chiesto che venisse invertito l’ordine dei punti da discutere mettendo al primo posto quello relativo alla mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio, Angelo Maurizio. Si tratta di una mozione sottoscritta da ben 10 consiglieri. Persino il segretario comunale, nel suo intervento, aveva sottolineato la legittimità di tale richiesta ma, vuoi per il nervosismo creatosi, vuoi per altri motivi che sinceramente ci sfuggono, la richiesta è stata respinta”.
All’intervento di Paradiso segue quello di Franco Montenegro: “Come sempre, anche oggi ascoltiamo solo buoni propositi. Questa è l’Amministrazione del “faremo” ma che puntualmente non fa nulla di concreto. Non parliamo poi della puerilità con cui motivano la bocciatura delle proposte della minoranza. In due anni di “non governo” il presidente Maurizio ha disatteso il regolamento ripetutamente, non tutelando i consiglieri comunali nella loro totalità. Un presidente che assume questa condotta non può dirsi super partes ma schierato organicamente con la maggioranza. La minoranza, quindi, non è in grado oggi di svolgere il proprio ruolo istituzionale a causa di questa continua azione ostruzionistica da parte di chi dovrebbe garantire che il Consiglio comunale si svolga nella maniera più corretta”.
Ancora più duro il giudizio di Francesco Attollino che ai nostri microfoni commenta: “La discussione sulla mozione di revoca del mandato del presidente del consiglio ha risentito del clima creatosi durante le discussioni preliminari. Un clima esasperato da posizioni esagitate da parte di chi invece dovrebbe garantire il corretto svolgimento dei lavori consiliari. Quello a cui stiamo assistendo ha dell’incredibile. Perché la questione riguardante la convocazione dell’ordine del giorno era di una chiarezza unica. Il nostro regolamento dice che quando una mozione viene sottoscritta da un quinto dei consiglieri comunali deve essere inserita come primo punto all’ordine del giorno, salvo che la mozione riporti in oggetto questioni riguardanti gli organi istituzionali (art.32 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, ndr). A seguito di questa grave inosservanza, spero che il Prefetto decida di intervenire”.
La mozione di sfiducia verso il presidente del Consiglio, Angelo Maurizio, con 10 voti favorevoli e 10 contrari, non passa. Maurizio rimane al suo posto, sfoggiando un sorriso radioso che ha più il sapore dello scherno che della soddisfazione.
A cosa è servito, quindi, tanto clamore? A nulla! Chi governa, ad Acquaviva, può liquidare ogni questione posta dalla minoranza bollandola come strumentale. Dal canto suo, invece, la minoranza solleva sì questioni di carattere istituzionale, come quella che ha coinvolto Maurizio, ma lascia che altre importanti problematiche, come quella della mensa, quella dell’antenna nel centro storico, quella dei rifiuti, quella di Scappagrano e tante altre, cadano nel dimenticatoio. Ed in questo si rende complice di una maggioranza sempre più immobilizzata da propri squilibri interni, che poco o nulla sta producendo per Acquaviva.