L' assessore ai servizi sociali Gianni Milella
Acquavivalive
Non si è fatta attendere la replica del presidente del Codacons di Acquaviva, Luigi Maiulli, all'assessore Gianni Milella, dopo l'intervento di quest'ultimo di qualche giorno fa. Ecco la nota giunta in redazione che pubblichiamo integralmente.
«Si racconta che, una volta, il generale Napoleone Bonaparte, dopo aver punito un suo luogotenente, chiese a costui di presentare delle memorie scritte a sua eventuale discolpa.
Il luogotenente così fece e per meglio dimostrare la sua estraneità si dilungò molto nello scrivere.
Napoleone, tuttavia, dopo aver letto il memoriale confermò la punizione nei suoi confronti in quanto, a suo dire, se il suo subalterno aveva avuto necessità di scrivere così tanto per difendersi, voleva dire che la punizione inflittagli era giusta.
Il paragone con la vicenda che qui ci occupa, non sarà propriamente calzante, ma può rendere bene l’idea di come qualcuno, come il neo assessore ai Servizi Sociali del Comune di Acquaviva delle Fonti, sentendosi, a torto o a ragione, chiamato in causa, impegni per così tanto tempo il proprio tempo e quello degli ignari lettori, per scrivere le sue difese.
Cosà vorrà significare quella lunga lettera aperta pubblicata qualche giorno fa sui siti di due locali giornali telematici?
Forse che se anche il neo assessore, al pari del luogotenente di Napoleone, ha dovuto dilungarsi così tanto a sua discolpa, ciò vuol dire che le doglianze rappresentategli –giammai atti di accusa- erano fondate e, per quanto, legittime?
Forse si, forse no!!
A sostegno della tesi negativa, onestamente, non ravvedo alcuna valida argomentazione; ma, al riguardo, anch’io, come altri, posso sbagliare.
Viceversa, a sostegno della tesi affermativa, si rappresentano le seguenti considerazioni perché ognuno possa valutarle e soppesarle per poi giungere, autonomamente (si spera), ad un proprio giudizio.
In primo luogo, non mi spiego perchè il neo assessore –proprio perché di recente nomina- si senta così piccato ed infastidito dalle richieste rivoltegli; fosse stato in carica dall’inizio legislatura e fosse stato, più e più volte, attenzionato, bhe, in questo caso avrei potuto anche spiegarmelo.
Forse, egli, oltre a parlare in proprio, ha voluto dare voce ad altri politici o politicanti che da più tempo si occupano –o tentano di farlo- della Cosa Pubblica Acquavivese, bravi a sfuggire al confronto aperto e sempre più abili a mimetizzarsi con i muri, i corridoi, le stanze di Palazzo De Mari?
Se, infatti, il neo assessore avesse vissuto più serenamente il suo ruolo istituzionale; se non avesse fatto propri gli sfoghi e le contumelie tinte da variopinti colori politici, ma, ancor di più, se non si fosse posto, da solo, dove nessuno voleva metterlo ovvero sul banco degli imputati, avrebbe risposto in modo più sereno ed avrebbe certamente evitato quei commenti di basso spessore intellettuale e di grana grossa, sfociati in un attacco alla persona mettendo, così, a nudo un atteggiamento puerile più consono ad uno scolaretto infastidito da presunti scherni del compagniuccio di banco e non già ad un amministratore che, sempre ed in ogni circostanza, deve rimanere al di sopra delle parti, al fine di garantire –prima di ogni altro interesse- il buon andamento e l’imparzialità della P.A.
Mi chiedo e facciamoci tutti la stessa domanda: perché quei commenti lo hanno così tanto infastidito e stizzito?
Non avrebbe evitato precipitose e rovinose cadute di stile, limitandosi a rispondere che le segnalazioni ad egli rivolte, erano mal indirizzate perché –come il neo assessore afferma e nessuno lo vuole contraddire- “non di competenza dei Servizi Sociali”; perché non limitarsi ad indicare l’Ufficio competente al quale indirizzare le dovute rimostranze e/o segnalazioni?
Non datemi consigli tanto so sbagliare da solo, recita un antico proverbio cinese; ciononostante, accetto di buon grado i molteplici rivoltimi dal neo assessore e, per il futuro, cercherò di impegnare più proficuamente il mio tempo di libero cittadino; farò un corso accelerato di giornalismo e, perché no, anche di deontologia giornalistica.
Ma anch’io vorrei dare un consiglio al neo assessore e cioè di ……anzi…..forse è meglio che non gliene dia, tanto…..sa sbagliare da solo.
La presente vale quale ringraziamento e si dispensa da qualsivoglia eventuale replica».
Acquaviva delle Fonti, 19/07/2012
Luigi Maiulli (In proprio)